Home » Bari » Allarme lecci a Bari, 1.800 alberi sotto scacco della cocciniglia: asse Comune-Regione per un piano

Allarme lecci a Bari, 1.800 alberi sotto scacco della cocciniglia: asse Comune-Regione per un piano

Tra le soluzioni sul tavolo c’è la sperimentazione della lotta biologica controllata: l’introduzione nei viali baresi di insetti predatori antagonisti, nello specifico particolari specie di coccinelle ghiotte di parassiti

Allarme lecci a Bari, 1.800 alberi sotto scacco della cocciniglia: asse Comune-Regione per un piano

Il patrimonio arboreo di Bari è sotto l’attacco di un’infestazione aggressiva che rischia di cambiare il volto delle sue piazze più storiche. Per fermare il progressivo disseccamento dei lecci cittadini, Regione Puglia, Comune di Bari e Osservatorio Fitosanitario regionale hanno deciso di unire le forze. È questo il verdetto del vertice d’urgenza tenutosi al Palazzo dell’Agricoltura, a cui hanno preso parte l’assessore regionale Francesco Paolicelli, il sindaco Vito Leccese, l’assessora comunale all’Ambiente Elda Perlino e il direttore dell’Osservatorio, Salvatore Infantino.

I numeri fotografano un’emergenza diffusa: sui circa 1.800 esemplari di leccio censiti nel solo territorio comunale di Bari, la quasi totalità risulta colpita, con vari livelli di gravità, da una massiccia e diffusa infestazione di cocciniglia, parassita killer che priva le piante del loro nutrimento vitale.

Endoterapia e l’ipotesi hi-tech della lotta biologica

Durante il tavolo tecnico, gli specialisti del Comune hanno illustrato le contromisure già adottate negli ultimi mesi per arginare il contagio: micro-iniezioni di farmaci direttamente nei tronchi (endoterapia), lavaggi chimici consentiti delle chiome, potature mirate dei rami secchi, irrigazioni di soccorso e monitoraggi continui. Trattamenti importanti ma non più sufficienti da soli, motivo per cui l’Osservatorio regionale metterà a disposizione i suoi scienziati per blindare un protocollo d’intesa operativo già dalle prossime settimane.

La svolta strategica potrebbe arrivare dalla natura stessa. Tra le soluzioni sul tavolo c’è infatti la sperimentazione della lotta biologica controllata: l’introduzione nei viali baresi di insetti predatori antagonisti, nello specifico particolari specie di coccinelle ghiotte di parassiti, una tecnica ecologica che ha già dato ottimi risultati in altri contesti urbani italiani. Sotto la lente dei biologi è finita anche la presenza di alcuni alberi misteriosamente “immuni”, cresciuti a stretto contatto con piante malate ma rimasti del tutto sani, le cui caratteristiche genetiche verranno studiate a fondo.

«Non sono semplici ornamenti, ma la memoria dei nostri viali»

L’obiettivo dei prossimi giorni sarà la stesura di una bozza di accordo che comprenda una mappatura satellitare aggiornata dello stato di salute delle piante e l’avvio dei test biologici su aree campione. Un modello che, se vincente, verrà esportato nel resto della Puglia.

«Il disseccamento dei lecci richiede un approccio scientifico e multidisciplinare – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli – capaci di unire istituzioni ed enti di ricerca. Il protocollo individuerà le procedure fitosanitarie più idonee in tempi record, creando un modello applicabile in tutti i comuni pugliesi colpiti da analoghe criticità».

A rimarcare il valore affettivo e ambientale della sfida è stato il sindaco Vito Leccese: «Per i baresi i lecci non sono semplici elementi ornamentali. Sono parte del paesaggio, della memoria delle nostre piazze e, soprattutto, un polmone verde prezioso in una città che ha un disperato bisogno di ombra e frescura contro il caldo. Non assisteremo passivamente al loro declino: faremo tutto il tecnicamente possibile per salvarli e, dove purtroppo non ci riusciremo, programmeremo subito nuovi impianti».