Mercoledì 04 Novembre 2026 🌤️ 18°C
Home » Bari » Stalking e aggressione all’ex fidanzatina, 17enne barese lascia la comunità: torna a casa ai domiciliari

Stalking e aggressione all’ex fidanzatina, 17enne barese lascia la comunità: torna a casa ai domiciliari

Il ragazzo è accusato di aver perseguitato per mesi la giovane. Avrebbe riconosciuto i propri errori e intrapreso un percorso terapeutico

Stalking e aggressione all’ex fidanzatina, 17enne barese lascia la comunità: torna a casa ai domiciliari
(Foto di repertorio)

Un primo cambiamento nella misura cautelare, ma nessuna libertà di movimento. Il diciassettenne barese accusato di stalking e di aver aggredito l’ex fidanzatina ha lasciato la comunità nella quale era stato collocato la scorsa settimana ed è tornato nell’abitazione familiare.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni ha infatti disposto una rimodulazione della misura, confermando gli arresti domiciliari e imponendo prescrizioni particolarmente rigide. Alla base della decisione ci sarebbero il comportamento tenuto dal ragazzo dopo il trasferimento in comunità, il pentimento manifestato per quanto accaduto e l’avvio di un percorso terapeutico.

Il minorenne avrebbe inoltre espresso la volontà di chiedere scusa alla giovane. Elementi che hanno indotto il gip a modificare il provvedimento, senza abbassare il livello di attenzione sulla tutela della vittima. Il diciassettenne potrà uscire di casa esclusivamente per frequentare la scuola e partecipare agli incontri di terapia.

Tra i divieti imposti figura anche quello di utilizzare il telefono cellulare, che secondo gli investigatori sarebbe stato uno degli strumenti attraverso cui sarebbero avvenuti i ripetuti contatti indesiderati con l’ex fidanzata.

La vicenda risale allo scorso settembre, quando, durante una festa di compleanno in un locale del centro di Bari, il ragazzo avrebbe colpito al volto la minorenne con un pugno, provocandole lesioni giudicate guaribili in quindici giorni. L’aggressione sarebbe stata il punto più grave di una serie di comportamenti persecutori iniziati dopo la fine della relazione, tra messaggi insistenti e appostamenti.

Preoccupata per la situazione, la famiglia della ragazza si era rivolta al questore chiedendo l’ammonimento del giovane. Gli elementi raccolti hanno poi portato la polizia a trasmettere gli atti alla Procura minorile. Il ritorno a casa, dunque, non chiude la vicenda: il ragazzo resta sottoposto a una misura restrittiva e dovrà rispettare tutte le prescrizioni stabilite dal giudice.