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Ucraina, l’Ue gela Putin su Schröder: «Scegliamo noi gli inviati per i negoziati di pace»

No, nein, niet. È unanime la risposta dell’Unione Europea alla proposta di Vladimir Putin su un ipotetico ruolo dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come mediatore nel processo di pace tra Russia e Ucraina. La bocciatura è netta sia nel merito che nel metodo. «Non sarebbe saggio dare alla Russia il diritto di nominare qualcuno al…
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(Foto ANSA)

No, nein, niet. È unanime la risposta dell’Unione Europea alla proposta di Vladimir Putin su un ipotetico ruolo dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come mediatore nel processo di pace tra Russia e Ucraina. La bocciatura è netta sia nel merito che nel metodo. «Non sarebbe saggio dare alla Russia il diritto di nominare qualcuno al posto nostro», ha tuonato l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas, sottolineando che Schröder, agendo da anni come lobbista per le corporation statali russe, non gode della necessaria neutralità.

A Bruxelles persiste il forte dubbio che il Cremlino non voglia negoziare in buona fede, ma intenda solo alimentare divisioni. Il tema dell’assenza dell’Europa al tavolo delle trattative, finora guidate dagli Stati Uniti, resta però centrale. I 27 Stati membri intendono cambiare rotta: «Il negoziatore lo scegliamo noi, non la Russia, e lo faremo in modo collegiale», ha chiarito Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri italiano ha suggerito che il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa possa avere il profilo adatto, definendolo «prestigioso».

Nei corridoi del Consiglio circola un vero toto-nomi: dal presidente finlandese Alexander Stubb a Emmanuel Macron, fino alla suggestione Giorgia Meloni. Resta da capire se la scelta ricadrà su un leader in carica o su un «team negoziale» che includa partner chiave come Regno Unito, Norvegia e Turchia. Al Consiglio Esteri si percepisce un nuovo slancio. «La dinamica della guerra sta cambiando, Kiev è in una situazione migliore di un anno fa», ha affermato Kallas. Il ministro ucraino Andrii Sybiha ha confermato che il fronte è stabilizzato e che la strategia degli strike a lungo raggio sta dando frutti, mentre si notano «sviluppi interessanti» e frizioni interne alle élite russe.

Sybiha ha definito il ruolo dell’Europa «complementare» a quello statunitense, auspicando una presenza forte dell’Unione. Nessuno vuole illudersi, ma i passi concreti proseguono. A fine maggio i 27 discuteranno il «piano Kallas» per una linea comune verso Mosca. Tajani ha ribadito che il peso dell’Europa sarà cruciale soprattutto per la gestione delle sanzioni.

Intanto, si lavora al 22esimo pacchetto di misure restrittive e alla prima tranche del prestito da 90 miliardi di euro. Anche la Germania accelera, con il ministro Boris Pistorius a Kiev per discutere lo sviluppo congiunto di armi a lungo raggio.

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