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Taranto, Urso incontra Ribera: «Aspettiamo ok all’ultimo prestito per l’ex Ilva». Il Tar: «Nessuna sospensiva per l’Aia»

Potrebbe essere una giornata cruciale, quella di domani, per l'ex Ilva di Taranto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, incontrerà Teresa Ribera, vice presidente esecutiva per la Transizione pulita, giusta e competitiva della Commissione europea, che dovrà «autorizzare l'ultimo prestito che è stato concesso e votato dal Parlamento» per lo…
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Potrebbe essere una giornata cruciale, quella di domani, per l’ex Ilva di Taranto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, incontrerà Teresa Ribera, vice presidente esecutiva per la Transizione pulita, giusta e competitiva della Commissione europea, che dovrà «autorizzare l’ultimo prestito che è stato concesso e votato dal Parlamento» per lo stabilimento del capoluogo ionico.

Ad annunciarlo è lo stesso ministro a margine di una serie di incontri istituzionali. «Spero che sia un incontro decisivo», sottolinea.

Il Tar di Lecce, intanto, ha deciso oggi di non accordare la sospensiva dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’ex Ilva chiesta con un ricorso da una serie di associazioni e movimenti ambientalisti di Taranto.

L’Aia è stata rilasciata dal ministero dell’Ambiente a fine luglio, consente la prosecuzione dell’attività con gli altiforni per altri 13 anni, e sostituisce il provvedimento autorizzativo del 2021 che era scaduto ad agosto del 2023. Da allora in poi, sino all’arrivo della nuova Aia, l’ex Ilva era stata con l’Aia in proroga.

Il Tar, stando a quanto riferisce Maurizio Rizzo Striano, uno dei legali dei ricorrenti, si «è riservato di andare direttamente al merito piuttosto che decidere sulla sospensiva».

Ancora attesa, poi, per la sentenza relativa all’azione inibitoria, con lo stop alla produzione perché ritenuta inquinante e nociva, promossa da un gruppo di cittadini e dall’associazione “Genitori Tarantini”.

Il Tribunale di Milano deve pronunciarsi in base alla direttiva europea sulle emissioni e alla sentenza di giugno 2024 della Corte di Giustizia europea (un impianto industriale va fermato se la sua attività determina danni alla salute e all’ambiente), ma anche valutare la nuova Autorizzazione integrata ambientale rilasciata all’ex Ilva a luglio scorso e che proprio alla sentenza della Corte UE si richiama.

Infine, è stata fissata per il 9 febbraio dal gip di Taranto, Mariano Robertiello, l’udienza in camera di consiglio nella quale si discuterà il ricorso dell’ex Ilva contro il mancato dissequestro dell’altoforno 1. È l’impianto che a maggio scorso ha subito un incendio ad una delle tubiere che ha determinato il sequestro senza facoltà d’uso.

Una prima istanza di dissequestro è stata avanzata dall’azienda in estate e respinta dalla Procura ad agosto. Una seconda risale alle scorse settimane ed è stata rigettata dalla Procura il 23 dicembre con la motivazione che vanno condotti altri accertamenti sull’altoforno.

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