La convivenza tra la movida barese e il diritto al riposo dei residenti passa per una nuova, importante sperimentazione. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha firmato un’ordinanza che rivoluziona la geografia dei dehors in due dei punti nevralgici della vita notturna cittadina: Largo Adua e Piazza Diaz (lato Istituto scolastico “Vivante”).
A partire dal 20 aprile e fino al 30 settembre 2026, entrerà in vigore una deroga al Regolamento comunale sull’occupazione di suolo pubblico. L’obiettivo è duplice: decongestionare i marciapiedi, diventati in alcune ore quasi impraticabili a causa dell’alta concentrazione di avventori, e garantire finalmente la tranquillità e il libero accesso alle abitazioni per chi vive nella zona.
La rivoluzione
Il provvedimento impone ai titolari di concessioni di suolo pubblico di “traslocare”. I locali non potranno più occupare i marciapiedi a ridosso dei palazzi, ma dovranno ricollocare tavolini e sedute sul lato opposto della carreggiata, lungo il perimetro del giardino pubblico. Le nuove postazioni dovranno mantenere le medesime dimensioni di quelle già autorizzate, essere delimitate in modo inequivocabile e rispettare rigidamente le norme igienico-sanitarie e di sicurezza sul lavoro, previa presentazione di un’istanza corredata dal Documento di Valutazione dei Rischi. L’ordinanza vieta inoltre categoricamente qualsiasi forma di utilizzo delle panchine pubbliche che ne impedisca la libera fruizione da parte della collettività.
Le parole del sindaco
A spiegare la ratio del provvedimento è lo stesso primo cittadino, sottolineando come la vocazione all’incontro di queste aree abbia prodotto una pressione divenuta insostenibile. «L’alta concentrazione di locali e la vocazione all’incontro di queste aree producono, soprattutto in alcune fasce orarie, una pressione significativa sugli spazi pubblici – ha dichiarato il sindaco Vito Leccese –. Questo si traduce spesso in difficoltà per i pedoni e per i residenti, che segnalano problemi anche nel rientro alle proprie abitazioni. Il protrarsi di queste situazioni ha alimentato tensioni che non possiamo ignorare».
La misura si inserisce nel solco del recente protocollo d’intesa siglato in Prefettura per disciplinare il divertimento notturno. «Con questa ordinanza interveniamo in modo mirato, seppur in via sperimentale, per ridurre le criticità segnalate – ha aggiunto Leccese –. L’obiettivo è migliorare sicurezza, decoro e vivibilità intervenendo in maniera concreta su situazioni che incidono sulla qualità della vita quotidiana, senza penalizzare le attività ma chiedendo a tutti senso di responsabilità e di rispetto delle regole».
Per i trasgressori, il Comune ha previsto il pugno duro. Chi non rispetterà le nuove disposizioni andrà incontro a sanzioni amministrative pecuniarie che variano dai 25 ai 500 euro. Non solo: in caso di violazioni reiterate, scatteranno misure progressive che vanno dalla sospensione temporanea dell’attività su suolo pubblico fino alla revoca definitiva del titolo autorizzatorio.









