Di fronte a un’Italia spaccata a metà e a territori messi in ginocchio dalla furia degli elementi, il Governo corre ai ripari. Nel tardo pomeriggio di oggi, il Consiglio dei Ministri presieduto da Giorgia Meloni ha formalmente deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per la durata di dodici mesi per le regioni Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia.
Il provvedimento, adottato su proposta del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, arriva in risposta agli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 30 marzo scorso, hanno devastato infrastrutture, strade e centri abitati del Centro-Sud.
Il riparto dei 50 milioni
Per far fronte alle necessità più impellenti, il Cdm ha deliberato un primo, corposo stanziamento di 50 milioni di euro, attingendo direttamente al Fondo per le emergenze nazionali. Le risorse, spiega una nota ufficiale del Ministero, sono destinate «all’attuazione dei primi interventi urgenti di soccorso e assistenza alla popolazione e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture».
La ripartizione dei fondi tra i territori colpiti riflette la gravità dei danni subiti. La quota maggiore andrà al Molise, epicentro del disastro viario con la paralisi dell’A14, il blocco della ferrovia a causa della frana di Petacciato e il crollo del ponte sul fiume Trigno:
- 20 milioni di euro alla Regione Molise;
- 15 milioni di euro alla Regione Abruzzo;
- 10 milioni di euro alla Regione Puglia;
- 5 milioni di euro alla Regione Basilicata.
La gestione operativa e lo sblocco effettivo dei cantieri e dei soccorsi avverrà ora attraverso specifiche ordinanze firmate dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, in stretta e costante intesa con i governatori delle quattro Regioni interessate.









