Sulle spese della Protezione civile pugliese si potrebbe aprire un altro fronte, che per ora resta solo politico e non giudiziario: le spese per la gestione degli immigrati. Si tratta di più di cinque milioni di euro in cinque anni. Ieri il confronto tra la commissione Bilancio della Regione e il nuovo dirigente della Protezione civile, Nicola Lopane, che ha preso il posto di Mario Lerario, finito agli arresti per storie di tangenti legate agli affidamenti di appalti ad una serie di aziende.
«Le spese della Protezione civile nel quinquennio 2017-2021 per la gestione degli immigrati ammontano ad euro 5.342.837,42» spiega il presidente della commissione Bilancio, Fabiano Amati (Pd): «Resta ora da capire le modalità degli affidamenti, su cui il servizio Protezione civile depositerà apposita relazione nei prossimi giorni, e chiarire alcune voci specifiche».
Insomma, i consiglieri regionali vogliono capire se si è trattato di affidamenti diretti oppure avvenuti a seguito della comparazione di preventivi presentati da diverse imprese. Non si tratta di un atto d’accusa, ma solo della richiesta di approfondimenti e di poter svolgere quella funzione di controllo che nelle scorse settimane è stata avviata su tutti i centri di spesa della Regione.
Di certo c’è una cosa che ha incuriosito i consiglieri: sino al 2020 le spese per le politiche d’accoglienza degli immigrati riguardavano essenzialmente i pasti, con la gestione dei campi affidata alle associazioni di volontariato, dal 2020 in poi la spesa si è arricchita di ulteriori voci, relative ad allestimento di campi, realizzazione di impianti elettrici e idrici, e allestimento di un’ambulanza concessa in dotazione alla Guardia di Finanza, il cui acquisto fu effettuato con i fondi dell’emergenza Covid.
«Restiamo in attesa di un’ulteriore relazione con le informazioni più approfondite sulle modalità di affidamento dei servizi e dei lavori, sull’iter istruttorio-motivazionale delle spese e su eventuali suddivisioni delle commesse a contraenti diversi ma per uguale oggetto e destinazione», conclude Amati, che non ha dubbi sulla collaborazione di Lopane e della sua struttura, che ora ha a disposizione 60 giorni per spiegare i motivi a base delle spese, mentre ha solo pochi giorni per fornire informazioni sulle modalità di affidamento.
Insomma, tra Regione e Protezione civile (che poi altro non è che una costola dell’ente) sembra essersi instaurato un clima più collaborativo. Ben diverso da quello esistente fino a qualche settimana fa, quando nessuno è stato in grado di fornire ai consiglieri regionali i preventivi comprativi sulla base dei quali certe aziende avevano ottenuto gli appalti. Ritardi nelle consegne e smarrimento di carte che avevano portato anche i militari della guardia di finanza a dover fare visita negli uffici regionali per sequestrare documenti che erano stati richiesti e non ancora forniti.










