Il caso del 25enne calabrese ricoverato e posto in quarantena per l’esposizione all’hantavirus (era a bordo del volo Nhl partito da Johannesburg e sul quale è morta una donna per lo stesso virus) continua a tenere alta l’attenzione, ma arrivano chiarimenti importanti dall’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma: al momento non è previsto il trasferimento del paziente nella Capitale, bensì l’invio dei soli campioni biologici per le analisi.
La precisazione è arrivata con una nota diffusa dallo stesso istituto medico, dopo indiscrezioni di stampa che parlavano di un possibile trasferimento. L’istituto ha sottolineato che l’unico passaggio previsto, allo stato attuale, riguarda i materiali clinici necessari per accertare la natura dell’infezione.
Intanto, sul fronte europeo, l’Ema sta monitorando la situazione legata a una diffusione del virus collegata a una nave da crociera. Secondo l’autorità europea del farmaco, il patogeno identificato è l’Hantavirus delle Ande, l’unico ceppo noto capace di trasmissione da persona a persona, seppure generalmente solo attraverso contatti stretti e prolungati. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha comunque classificato il rischio per la popolazione generale in Europa come “molto basso”.
L’Ema ha inoltre annunciato di essere pronta a supportare lo sviluppo e la valutazione di vaccini e terapie, segnalando come priorità l’individuazione di antivirali e immunomodulatori già esistenti da riproporre, anche per la profilassi post-esposizione, con l’obiettivo di ridurre morbilità e mortalità.
Nella stessa nota, l’agenzia europea mette anche in guardia contro la disinformazione online che collega erroneamente l’hantavirus ai vaccini anti-Covid, precisando che non esistono prove scientifiche a sostegno di tali affermazioni.
Sul caso è intervenuto anche Alberto Zangrillo, direttore dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione generale del San Raffaele di Milano, invitando alla prudenza e al “buon senso” e criticando la tendenza a trasformare anche questa emergenza in terreno di scontro mediatico, come già accaduto durante la pandemia.









