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Flotilla, tornano in Italia Domenico Centrone e Dina Alberizia: il volo atteso a Fiumicino

L’arrivo è previsto per le 12:50 di stamattina. i due attivisti sono stati liberati ieri dopo aver trascorso un mese in carcere in Libia

Flotilla, tornano in Italia Domenico Centrone e Dina Alberizia: il volo atteso a Fiumicino
(Foto ANSA)

Sono attesi a Fiumicino nella tarda mattinata di oggi i due attivisti della Flotilla liberati ieri dopo un mese di detenzione in Libia.

Domenico Centrone, insegnante 33enne di Molfetta, e Dina Alberizia, 67 anni, educatrice in pensione originaria della provincia di Foggia ma residente ad Asti, tornano così in Italia.

L’arrivo del volo che da Tunisi li porterà all’aeroporto di Fiumicino è previsto per le 12:50. A renderlo noto è la Globul Sumud Italia.

«Da tutta Italia saremo presenti ad accogliere Dina e Domenica, e a manifestare loro la nostra vicinanza», affermano dalla Global Sumud Italia, sottolineando che «resta l’amarezza per un governo che celebra il proprio operato senza delle azioni chiare sulle violazioni commesse contro i propri cittadini durante le due missioni Gsf, dalle forze israeliane a quelle libiche».

Le critiche sono rivolte soprattutto al ministro degli Esteri: «Oltre al silenzio assordante dei trenta giorni appena trascorsi, nelle dichiarazioni del Ministro non si trova alcuna traccia di una condanna formale per le violazioni del diritto internazionale subite dagli attivisti durante la prigionia, né un riconoscimento per il ruolo cruciale giocato dalla mobilitazione internazionale della società civile. Continua infatti anche oggi mercoledì 24 giugno, la campagna in collaborazione con Amnesty “Free Them All” in una nuova giornata di mobilitazione nazionale: sono previsti presidi e incontri in numerose città italiane e presso le sedi istituzionali di Milano, Bologna, Parma, Bari, Napoli».

Gli attivisti proseguono affermando che «esigiamo che le nostre istituzioni si muovano con interventi diplomatici ad alto livello, formali condanne contro le violazioni del diritto, attivazione di sanzioni mirate contro i responsabili e la sospensione di ogni forma di cooperazione. La liberazione di Dina e Domenico – concludono – è un primo passo, ma la comunità internazionale non può chiudere gli occhi sulle violazioni dei diritti umani e sulla criminalizzazione del crescente movimento internazionale verso la Palestina, oggetto di impedimento e rischio su tutti i fronti».