L’Italia si posiziona in prima linea sul fronte diplomatico internazionale dopo l’annuncio dell’intesa tra Stati Uniti e Iran.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato che il governo è pronto a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz, previo via libera delle Camere. «I principi del memorandum sono chiari: l’Iran non può dotarsi dell’arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita», ha dichiarato la premier, sottolineando la necessità che le ostilità cessino immediatamente anche in Libano.
La svolta è arrivata nella notte, comunicata dal primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif.
L’accordo, che verrà firmato ufficialmente il 19 giugno in Svizzera, prevede l’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz e il contestuale ritiro del blocco navale statunitense. Washington e Teheran avranno sessanta giorni per definire lo sblocco degli asset iraniani congelati e le modalità di diluizione dell’uranio arricchito.
Il presidente statunitense Donald Trump ha celebrato il traguardo parlando di un accordo completo: «Navi del mondo, accendete i motori», ha scritto sui social.
L’annuncio ha però scatenato una durissima crisi diplomatica tra la Casa Bianca e lo Stato ebraico. Donald Trump ha attaccato duramente il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu per il raid aereo ordinato su Beirut, costato la vita ad almeno tre persone.
Il leader statunitense ha espresso tutta la sua rabbia alla testata Axios, accusando Netanyahu di non avere giudizio e di aver rischiato di compromettere il memorandum a causa di un attacco sferrato senza un reale preavviso al Centcom statunitense.
Dal canto loro, i funzionari israeliani si dicono sbalorditi dalle parole del presidente americano e ribadiscono che l’intesa mette in pericolo la sicurezza nazionale, cedendo alle condizioni di Teheran. L’attacco su Beirut, descritto dal ministro della Difesa Israel Katz come risposta ai lanci di Hezbollah, aveva spinto il comandante delle forze armate iraniane, Ali Abdollahi, a dichiarare l’allerta massima prima che la mediazione di Pakistan e Qatar portasse alla tregua.
