L’aumento dei prezzi del carburante fa impennare i costi di trasporto dell’85% delle merci e, con lo sciopero degli autotrasportatori, la spesa dei cittadini pugliesi è a serio rischio.
La denuncia arriva da Coldiretti Puglia: la mobilitazione dei camionisti sta bloccando la grande distribuzione, lasciando “a terra” prodotti altamente deperibili come ortofrutta, funghi e fiori, che rischiano di marcire nelle celle frigorifere delle aziende o a bordo dei Tir fermi per strada.
L’impatto economico sui produttori è devastante, afferma Coldiretti: dal mese di settembre, spinto anche dalle tensioni internazionali in Iran, il prezzo del gasolio agricolo ha toccato livelli record salendo a 1,62 euro al litro, quasi il doppio rispetto ai precedenti 0,85 euro. Questo rincaro si traduce in una stangata di circa 600 euro in più solo per le lavorazioni di un campo di medie dimensioni (11 ettari), in una fase cruciale per la semina e la raccolta di olive, cereali e ortaggi.
La crisi ha già portato in piazza a Bari cinquemila agricoltori. In risposta alla protesta, l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, ha annunciato un pacchetto di interventi da 30 milioni di euro, di cui 10 milioni destinati al calmieramento del carburante e 20 milioni al sostegno delle filiere produttive.
Sul quadro emergenziale pesa infine il cronico deficit logistico nazionale. Secondo l’analisi Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga, la carenza infrastrutturale costa all’Italia oltre 13 miliardi di euro all’anno: il costo medio del trasporto pesante per chilometro nel nostro Paese è di 1,12 euro, contro gli 1,08 euro della Francia, gli 1,04 euro della Germania e valori quasi doppi rispetto all’Est Europa.
