Tornano al loro posto i primi candelabri ornamentali del lungomare di Bari, dopo le operazioni di restauro e messa in sicurezza.
Le operazioni di riposizionamento della prima tranche dei lampioni sono partite stamattina. I candelabri sono stati restaurati grazie a un finanziamento di 2,2 milioni di euro nell’ambito del progetto Pn Metro Plus e Città medie Sud 2021-2027, con l’obiettivo di restituire il volto originario di uno dei simboli più iconici dell’identità cittadina.
Sono 24 i manufatti che, dopo mesi di cure in officina, stanno tornando in queste ore sul lungomare cittadino.
Le operazioni, iniziate lo scorso settembre, si concluderanno entro i primi giorni di maggio, garantendo il ripristino della continuità monumentale del litorale in tempo per la stagione primaverile.
Il piano d’azione non si ferma qui: l’amministrazione ha già programmato la manutenzione di ulteriori 48 elementi, con l’obiettivo finale di coinvolgere tutti i 198 candelabri che punteggiano il tragitto tra la spiaggia di Pane e Pomodoro e il piazzale Cristoforo Colombo.
L’intervento non è solo estetico ma funzionale. I vecchi corpi illuminanti sono stati sostituiti con tecnologia led di ultima generazione, telecontrollata e a basso impatto ambientale.
Sotto il profilo filologico, il restauro ha permesso una scoperta cromatica rilevante: i saggi stratigrafici hanno rivelato che il colore originario non era quello stratificato dal tempo, bensì un grigio scuro opaco ferromicaceo, tendente al nero, tonalità che ora viene restituita alla città.
Il rigore scientifico del restauro
Per garantire l’integrità storica dei manufatti, sono state seguite le prescrizioni della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio. Il lavoro è stato coordinato da due restauratrici specializzate, esperte in materiali metallici e lapidei, che hanno catalogato ogni singolo pezzo.
«Gli interventi hanno l’obiettivo di restituire piena funzionalità e rinnovata bellezza a uno degli elementi iconici di Bari», spiega l’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi, sottolineando che, laddove i componenti erano troppo danneggiati dalla salsedine, si è proceduto alla fusione di nuovi elementi utilizzando gli stampi originali in fonderia.
Ogni candelabro torna esattamente nel suo punto di origine, rispettando anche i segni dell’usura e del vento che ne determinano l’unicità.
Dalle fonderie del 1929 alla sfida della sostenibilità
La storia dei lampioni del lungomare di Bari è indissolubilmente legata a quella della città. Installati tra il 1929 e la metà degli anni Trenta durante la creazione del waterfront voluto da Araldo di Crollalanza, i candelabri furono smantellati durante la seconda guerra mondiale per alimentare l’industria bellica. Solo nel 1949, grazie a una sottoscrizione pubblica dei baresi, fu possibile ripristinarli.
Realizzati dalla ditta barese Officina Fonderia F. Corazza, i lampioni hanno resistito a decenni di intemperie e alla storica mareggiata del 1980. Oggi, grazie all’intervento affidato alla Saulle Impianti Srl, questa eredità storica viene proiettata nel futuro attraverso il sistema dello “Smart Lighting”, coniugando il fascino della fonderia monumentale con la moderna efficienza energetica.










