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Le famiglie italiane hanno rinunciato alle cure mediche

Le famiglie italiane hanno rinunciato alle cure mediche

Nel 2021 il 50,2 per cento famiglie italiane ha rinunciato a prestazioni sanitarie per problemi economici, indisponibilità del servizio o inadeguatezza dell’offerta. Contemporaneamente la spesa delle famiglie per la salute, l’assistenza agli anziani e l’istruzione è aumentata arrivando a spendere circa 5 mila euro per nucleo familiare

È il gap fra la crescita della domanda e l’adeguatezza dell’offerta la novità dell’edizione 2022 del Bilancio di welfare delle famiglie italiane di Cerved presentato oggi a Roma.
Influiscono sulle rinunce tre motivazioni: per la salute, la pandemia ha provocato restrizioni nella disponibilità di servizi sanitari e rinvio delle cure da parte degli stessi cittadini per timore del contagio. Una seconda causa di rinuncia è economica, e riguarda la difficoltà nel sostenere il costo delle prestazioni. Ma per la maggior parte le principali motivazioni riguardano l’inadeguatezza dell’offerta. Ciò appare evidente nell’assistenza agli anziani: più del 60 per cento delle famiglie ha rinunciato giudicandoli di qualità insufficiente.
L’indagine, è stata condotta su un campione di 4.005 famiglie di tutte le regioni italiane, stratificate per condizione economica e per composizione del nucleo familiare. Le rilevazioni sono state eseguite in diverse fasi negli ultimi due anni, dal lockdown della primavera 2020 a novembre 2021, per analizzare l’influenza dell’emergenza Covid e per distinguere le conseguenze della pandemia dalle tendenze di lungo termine.
Secondo il rapporto, nel 13,9 per cento dei casi si è trattato di rinunce rilevanti. Il 56,8 per cento ha rinunciato a servizi di assistenza agli anziani, e 58,4 per cento a servizi di cura dei bambini ed educazione prescolare.
Il punto dolente del rapporto fra i servizi è rappresentato dal crescente numero di anziani che non trovano risposta adeguata nel sistema di welfare: quattro milioni vivono soli e le famiglie con anziani o con altre persone bisognose di aiuto sono 6,5 milioni. Nel 67,3 per cento di queste l’assistenza è prestata esclusivamente da familiari, senza l’ausilio di servizi.