Era stato fissato per la serata di ieri il secondo round di colloqui fra le delegazioni russe e ucraine nel tentativo di trovare una soluzione al conflitto. Per tutta la giornata le voci dell’incontro al confine con la Bielorussia si sono rincorse, ma alla fine il vertice è stato rinviato a oggi. I primi ad arrivare sono stati gli emissari di Putin, approdati già ieri nell’area della foresta di Bialowieza, al confine fra Bielorussia e Polonia. Entro stamattina dovrebbero essere raggiunti dai negoziatori di Kiev, ai quali l’esercito di Mosca ha assicurato uno speciale corridoio di sicurezza. Sul tavolo, all’ordine del giorno, c’è l’ipotesi di un cessate il fuoco, come ha riferito il capo negoziatore di Mosca, Vladimir Medinsky. Da parte sua, Kiev ha accettato l’incontro a patto che non vi sia alcun ultimatum di Mosca.
Il clima nel frattempo rimane tesissimo, con l’ambasciatore ucraino all’Onu Kyslytsya che accusa la Russia di «genocidio» nel suo intervento all’assemblea straordinaria e il Cremlino che non esclude «rischi di scontro» e »una escalation di incidenti» con l’Alleanza Atlantica. Kiev ha infatti chiesto alla Nato di valutare l’ipotesi di una no-fly zone sui cieli dell’Ucraina, ma l’Alleanza ribadise le parole pronunciate lunedì del segretario generale Stoltenberg: «Il patto Atlantico è al fianco dell’Ucraina, ma non vuole essere parte del conflitto in corso. Non manderà il suo esercito e non manderà aerei nello spazio dell’Ucraina».
L’irritazione russa era apparsa chiara nelle parole del ministro degli Esteri Lavrov: «Una terza guerra mondiale sarebbe nucleare e devastante», ha avvertito. E poche ore prima dell’inizio dei nuovi negoziati ha precisato: «Se non fosse stata annessa alla Russia nel 2014, la Nato avrebbe collocato le sue basi militari in Crimea». Tutto questo il premier britannico Boris Johnson alla Camera dei Comuni ha accusato Putin di «crimini di guerra», dicendosi pronto a sostenere l’accusa di fronte a un tribunale internazionale. Negli Stati Uniti, infine, Biden annuncia di aver creato una task-force composta da dieci procuratori per perseguire gli oligarchi russi «corrotti». Mentre venerdì si terrà un consiglio Affari esteri Ue straordinario al quale l’alto rappresentante Borrell ha invitato Blinken, Kuleba, Truss, Joly e Stoltenberg.










