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Calabrone asiatico, scoperto un nido attivo a Taranto. L’appello di UniSalento: «Subito una task force»

A darne notizia è Stefano Piraino, direttore del dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche ed Ambientali dell’Università di Lecce

Calabrone asiatico, scoperto un nido attivo a Taranto. L’appello di UniSalento: «Subito una task force»
Il nido del calabrone asiatico a Taranto

Scoperto il primo nido attivo di Vespa velutina in Puglia: il “calabrone asiatico” è stato individuato a San Vito, frazione di Taranto, e subito rimosso dai vigili del fuoco con gli esperti dell’Associazione regionale Apicoltori pugliesi.

A darne notizia è Stefano Piraino, direttore del dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche ed Ambientali dell’Università del Salento, che ha inviato una nota urgente all’Assessorato all’Ambiente e al Clima della Regione Puglia, guidato da Debora Ciliento.

L’UniSalento chiede di sottoscrivere entro il 31 dicembre la convenzione per istituire una task force regionale e impiegare le risorse del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase). Il limite meridionale della specie era finora attestato tra Toscana e Lazio: il focolaio pugliese rappresenta dunque un allarme nazionale.

Il calabrone asiatico costituisce una minaccia per l’apicoltura e la biodiversità: caccia le api mellifere davanti agli alveari, portandoli al collasso con perdite fino al 50%.

Sui campioni prelevati sono in corso analisi di laboratorio per capire l’origine dell’invasione. «Dalla periferia di Lecce a Taranto, in due anni, abbiamo raccolto quattro segnalazioni a centinaia di chilometri dal fronte noto dell’invasione. Con le analisi sui campioni capiremo se in Puglia c’è un’unica colonia fondatrice o se la specie è arrivata più volte, in modo indipendente», spiega Piraino.

All’appello si unisce l’apicoltura locale. «Oltre al gravissimo danno per la biodiversità, a pagare il prezzo più alto saremo noi apicoltori. Difendere i nostri alveari significa difendere il futuro del nostro territorio, ma non possiamo farlo da soli. Rivolgiamo un appello accorato all’Assessorato all’Ambiente della Regione Puglia affinché firmi subito la convenzione con UniSalento», afferma Vincenzo Mininni, presidente dell’Associazione regionale Apicoltori pugliesi.

Le segnalazioni di nidi o esemplari vanno effettuate sul portale stopvelutina.it, evitando interventi autonomi.