La tratta è già tracciata: dalla Puglia alla Turchia e da qui verso i mercati asiatici e indiani, partendo da Grottaglie, candidato ad essere – a partire da aprile, ma Poste Air Cargo sarebbe operativa già da metà marzo, mentre Turkish Airlines sarà pronta subito dopo – l’hub per il trasporto di merci per via aerea e nuovo polo logistico nato su iniziativa di Gesfa, a dimostrazione di un modello organizzativo sempre più centrale nella creazione di valore per il settore agricolo, non solo pugliese.
Una rivoluzione che eviterebbe i continui viaggi verso i porti di Salerno e Gioia Tauro, ma soprattutto garantirebbe una crescita territoriale a tutto vantaggio dei produttori pugliesi, come sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli: «Stiamo ragionando con i produttori per organizzare al meglio l’offerta logistica e garantire opportunità concrete di crescita per il settore».
L’assessore che ha illustrato a Berlino il nuovo hub di Grottaglie, conta di coinvolgere anche altri assessorati, «come lo sviluppo economico e la sanità», e aprire un confronto non solo con Aeroporti di Puglia, ma anche con l’Autorità portuale tarantina. «È un discorso che va approfondito, perché serve promuovere la qualità dei nostri prodotti e cercare collaborazioni contro la concorrenza sleale», sottolinea ancora Paolicelli. Tra l’altro Grottaglie si candida a essere l’unico Posto di Controllo Frontaliero (Pcf) a sud di Roma con una importante novità per i traffici di alimenti, di origine animale e vegetale. Insomma, un’offerta completa che non si limiterebbe solo al comparto agroalimentare, ma potrebbe aprirsi anche ai settori dell’elettronica e del fashion.
I numeri
Nell’orticoltura la Puglia è leader italiana per superfici (81 mila ettari) e volumi, con 3 milioni di tonnellate prodotte e un valore di 2 miliardi di euro, pari a un sesto del totale nazionale. Cresce anche l’occupazione, con 22.664 addetti nel 2025, mentre l’export ha raggiunto 341 milioni di euro, con la Germania primo mercato di sbocco. La frutticoltura segna risultati altrettanto rilevanti: 708 milioni di euro di valore produttivo nel 2024 e 706 milioni di export, primato nazionale, sostenuto da 28.816 addetti. Ma la vera scommessa è rappresentata dall’uva da tavola dove la Puglia è leader riconosciuta e incontrastata.