La partita sul futuro dei lavoratori Vestas Italia entra nella fase decisiva e il sindacato chiama in causa direttamente i vertici della Regione Puglia. Al centro dello scontro c’è l’annunciato trasferimento di parte del personale dallo stabilimento tarantino a quello di San Nicola di Melfi, in Basilicata.
La Fiom Cgil di Taranto, attraverso il segretario generale Francesco Brigati, ha lanciato oggi un appello al governatore Antonio Decaro: serve continuità nella mediazione avviata nelle scorse settimane insieme all’assessore Di Sciascio e al presidente della task force lavoro (Sepac), Leo Caroli.
L’obiettivo immediato è sbloccare l’impasse burocratica per raffreddare il conflitto. «È necessario dare continuità all’impegno della Regione – spiega Brigati – per consentire ai lavoratori di sospendere lo sciopero. Serve la stesura formale del verbale della scorsa riunione (quella del 28 gennaio, ndr) per affrontare il confronto di merito previsto per il 3 febbraio in Confindustria con maggiore serenità».
Il sindacato non nasconde l’amarezza per le modalità con cui l’azienda ha gestito la comunicazione. Brigati ricostruisce i passaggi: «Durante la consultazione del 7 luglio scorso, prevista dal contratto nazionale, Vestas non aveva comunicato alcuna ipotesi di trasferimento». Una mancanza di trasparenza definita «una grave criticità nelle relazioni industriali». Per la Fiom, quella attuale è solo «una vittoria a metà»: ora l’urgenza è accelerare sulla formalizzazione degli accordi per tutelare l’occupazione e la presenza industriale strategica di Vestas sul territorio ionico.









