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Torna il Festival della Valle d’Itria, il Mediterraneo al centro: «Martina Franca parla al mondo»

Dal 14 luglio al 2 agosto la nuova edizione parte da “Pulcinella” di Stravinskij e «La favola di Orfeo» di Casella

Torna il Festival della Valle d’Itria, il Mediterraneo al centro: «Martina Franca parla al mondo»

Il Mediterraneo come spazio di memoria, ricerca e dialogo attraverserà la 52ª edizione del Festival della Valle d’Itria, al via il 14 luglio a Palazzo Ducale con il dittico Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella. Accanto ai due titoli inaugurali, il cartellone proporrà la prima rappresentazione scenica della versione originale della Carmen di Bizet, la riscoperta de Il schiavo di sua moglie di Francesco Provenzale e un nuovo progetto di Marco Baliani dedicato al Mediterraneo. La conferenza di presentazione ha messo al centro il senso culturale della manifestazione, affidandolo alle voci dei protagonisti e delle istituzioni.

«Anche quest’anno il nostro splendido territorio si appresta ad accogliere spettatori e artisti provenienti da ogni parte del mondo», ha affermato il presidente della Fondazione Paolo Grassi, Michele Punzi, rivendicando un Festival che continua a coltivare «ricerca», «inconsueto» e «desueto», con nuove produzioni, radicamento nel territorio e attenzione ai temi sociali e ambientali.

Una vocazione culturale

La direttrice artistica Silvia Colasanti ha indicato la linea dell’edizione 2026 come naturale sviluppo del lavoro avviato lo scorso anno. «La riflessione sul presente, l’attenzione e il rispetto dei percorsi compositivi degli autori, lo spazio alla musica del XX e XXI secolo, la curiosità, l’ampliamento degli orizzonti culturali», ha spiegato, rappresentano i cardini del Festival. Il Mediterraneo, ha aggiunto, «scorre nelle opere e nei concerti presentandosi sotto diverse sfaccettature. La musica ci pone domande, emoziona, incuriosisce, lavorando tra memoria e sperimentazione».

Sulla stessa linea l’assessora regionale alla Cultura Silvia Miglietta, che ha definito il Festival della Valle d’Itria «un fiore all’occhiello nella programmazione culturale della Regione Puglia». Miglietta ha richiamato il lavoro di ricerca svolto dalla Fondazione Paolo Grassi e la capacità di coniugare tradizione e innovazione, sottolineando anche l’attenzione alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del patrimonio che ospita la manifestazione.

Nel messaggio inviato alla conferenza, il sindaco di Martina Franca e presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, ha collegato il tema del Mediterraneo alla dimensione internazionale del territorio, ricordando come Festival della Valle d’Itria e Giochi del Mediterraneo condividano una stessa vocazione all’incontro fra culture, affidata ai linguaggi universali della musica e dello sport.

Il territorio e le collaborazioni

Per l’assessore comunale alla Cultura Carlo Dilonardo il Festival rappresenta «un motore straordinario di valorizzazione del territorio», capace di unire la bellezza dei luoghi al prestigio delle produzioni e di generare ricadute culturali, turistiche ed economiche per Martina Franca e l’intera Valle d’Itria.

Il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, ha annunciato una nuova collaborazione destinata a portare il Festival anche negli scali regionali: «Fare degli aeroporti non soltanto luoghi di transito, ma spazi di incontro, di accoglienza e di esperienza, dove la cultura diventa parte integrante del viaggio». Nei prossimi giorni, ha anticipato, un’iniziativa dedicata offrirà ai passeggeri «un assaggio dell’eccellenza artistica del Festival».

Ha concluso gli interventi il sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Nazzareno Carusi, partner della manifestazione attraverso Orchestra e Coro impegnati nel dittico inaugurale e nella Carmen. «Collaborare con Silvia Colasanti non è solo un dovere e un piacere, ma una fonte di continua crescita», ha detto, ricordando il legame ideale tra il Festival e la figura di Paolo Grassi.

Fino al 2 agosto il Festival della Valle d’Itria porterà in scena, fra Palazzo Ducale, il Chiostro del Carmine e gli altri luoghi simbolo del territorio, un percorso dedicato al Mediterraneo attraverso opera, concerti, incontri e nuove produzioni, con artisti come Nicolò Umberto Foron, Jean Renshaw, Fabio Luisi e Marco Baliani.