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Taranto: vertenza Cittadella, Perrini attacca il presidente Decaro

La crisi della Cittadella della Carità di Taranto raggiunge il punto di rottura. Oltre 150 lavoratrici e lavoratori si ritrovano senza stipendio da due mesi, reduci da un Natale segnato dall’angoscia e dall’attesa vana di un provvedimento del Tribunale che avrebbe dovuto sbloccare le risorse per le mensilità di ottobre e le tredicesime. Nonostante l’approvazione della procedura concordataria in continuità, che ha cristallizzato una massa debitoria di circa 20 milioni di euro, la speranza di una ristrutturazione rapida sta svanendo.

Il consigliere regionale Renato Perrini (Fratelli d’Italia) denuncia lo stallo giudiziario e istituzionale: «Un passaggio che aveva riacceso la speranza, ma che rischia di trasformarsi in un’illusione per lavoratori lasciati ancora una volta soli». Al centro dei dubbi c’è il ruolo del gruppo Neuromed. Il piano di rilancio appare ancora nebuloso: non è definita la quota di partecipazione (si ipotizza il 51%) né l’entità degli investimenti. Al momento, il gruppo ha gelato le aspettative dichiarando di non voler investire risorse proprie finché il quadro finanziario non sarà definitivamente chiarito.

L’attacco politico è diretto al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro: «Cosa intende fare la Regione, concretamente e subito, per garantire stipendi e futuro alla struttura? Il silenzio della politica non è più accettabile». Per Perrini, è in gioco la dignità del lavoro e la tenuta dei servizi sanitari nel tarantino.

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