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Taranto, l’idea prende sempre più corpo: «Sia città di preparazione per atleti olimpici e paralimpici»

Annita Lavecchia, responsabile del dipartimento Sport di FdI rilancia la proposta già avanzata dal ministro Abodi e sostenuta da una raccolta firme

Taranto, l’idea prende sempre più corpo: «Sia città di preparazione per atleti olimpici e paralimpici»

Mentre va avanti la raccolta firme (11.200 quelle raccolte su Cghange.org) lanciata dallo scrittore Lorenzo Laporta, di candidare Taranto a centro di preparazione olimpica del Sud Italia, sul tema interviene anche Annita Lavecchia, responsabile provinciale dei dipartimenti Sport e Università di Fratelli d’Italia Taranto, che rilancia la proposta del ministro Andrea Abodi di fare di Taranto, dopo i Giochi del Mediterraneo, una città della preparazione olimpica e paralimpica.

L’idea è quella di valorizzare gli impianti realizzati e riqualificati e trasformando lo sport in una concreta opportunità di sviluppo per il territorio.

L’idea

Lavecchia ricorda che proprio questa è la prospettiva indicata dal ministro per lo Sport e i Giovani Abodi, che fin dall’apertura del dossier ha seguito da vicino, con visite mensili, lo sviluppo dei cantieri, le cerimonie e le gare dei Giochi, da poco conclusi. «I Giochi del Mediterraneo – dice Lavecchia – non devono rappresentare un punto di arrivo, ma l’inizio di un progetto più ambizioso. Taranto ha un patrimonio impiantistico importante che dovrà continuare a vivere anche dopo il 2026, evitando il rischio di avere strutture prive di una prospettiva futura».

L’obiettivo è candidare la città a diventare un hub per la preparazione di atleti olimpici e paralimpici, italiani e internazionali, mettendo in rete impianti, competenze e professionalità. «Una prospettiva – aggiunge l’attivista meloniana – che può generare turismo sportivo, economia e nuove opportunità occupazionali, contribuendo anche a costruire un’immagine di Taranto diversa dalla monocultura industriale. Fondamentale sarà inoltre il coinvolgimento dell’università, attraverso percorsi di studio, ricerca e formazione collegati al mondo dello sport».

«Adesso – conclude Lavecchia – è il momento di guardare al dopo-Giochi e trasformare gli investimenti realizzati in un’eredità permanente. Lavoreremo affinché la proposta del ministro Abodi possa diventare una concreta opportunità di crescita per Taranto e per l’intera provincia».