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Taranto, il piano dei Ladisa per far rinascere tutta la città: «Ora sogniamo ad occhi aperti»

Guarda al futuro ed alla crescita dell'intera città, alla sua qualità della vita, ad inclusione, ambiente, contaminazioni culturali, il progetto del gruppo Ladisa dedicato a Taranto. Sul tavolo del salone degli stemmi del Comune c'è un fascicolo, stretto nelle mani del presidente Vito Ladisa. C'è scritto «piano strategico industriale». Cinque punti che parlano di una…
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Guarda al futuro ed alla crescita dell’intera città, alla sua qualità della vita, ad inclusione, ambiente, contaminazioni culturali, il progetto del gruppo Ladisa dedicato a Taranto. Sul tavolo del salone degli stemmi del Comune c’è un fascicolo, stretto nelle mani del presidente Vito Ladisa. C’è scritto «piano strategico industriale».

Cinque punti che parlano di una seconda possibilità per un territorio martoriato, di rinascita, in cui lo sport è uno dei motori, insieme a infrastrutture, cultura, ambiente, sociale. «Un sogno ad occhi aperti», lo definisce il presidente della nuova società, che in questi primi giorni ha lavorato a stretto contatto col sindaco Piero Bitetti, gli assessori Francesco Cosa, Lucio Lonoce, Gianni Cataldino.

«Li abbiamo accolti bene, – dice il sindaco – i prossimi mesi sono fondamentali per costruire il futuro della nostra città».

Il progetto

Il piano è rivolto al futuro. «Stiamo lavorando per figli e nipoti», dice Ladisa. «La formazione dei giovani si è costruita negli ultimi anni su un’architettura culturale prettamente social. Dobbiamo invertire questa tendenza e rivalutare l’importanza dello sport come strumento di socializzazione, di regole e benessere, fisico e mentale. Ai giovani vogliamo consegnare la nostra voglia di lavorare per un futuro migliore».

Vuol parlare coi fatti, il neopresidente del Taranto. Restituire passione. «Questa città merita di rinascere, essere ricostruita, trovare una nuova strada, in tutti i settori. Il Comune è una bella istituzione che deve indicare la strada e portare prosperità nel lungo periodo. Noi vogliamo diventare il cuore pulsante di questa città».

L’evento del 2026

Nel ringraziare Massimo Ferrarese, il commissario governativo per i Giochi del Mediterraneo che inizieranno tra meno di 365 giorni, Ladisa ha posto l’accento sulla necessità di superare campanilismi e provincialismi. «Non esiste barese, brindisino, tarantino. Esiste il made in Puglia che è un brand conosciuto nel mondo. Dobbiamo affermare questa nostra pugliesità e andarne fieri perché ce la siamo guadagnata facendo narrazione prima e struttura dopo. Negli ultimi vent’anni il territorio è cambiato molto. Tanti oggi vorrebbero vivere in quella che è la California del Sud. Dal giorno dopo la conclusione dei Giochi dobbiamo evitare le cattedrali nel deserto, gli sperperi. Bisogna gestire le strutture che restano sul territorio, valorizzarle e fare in modo che facciano parte del patrimonio della città.

Un calcio per l’ambiente

Potrebbe essere un claim da portare sulla maglietta. Guarda anche alle vittime di inquinamento, a quelle famiglie e quei bambini che hanno pagato il prezzo più alto, il progetto dei Ladisa per la città. «Dobbiamo destinare in maniera proporzionale il nostro impegno a loro con sudore e passione. Il nostro è un impegno morale, per una Taranto più sana, più giusta, più viva. Cerchiamo la bellezza di una città e di una comunità, un futuro che non fa più paura. Taranto ha un dono naturale: il suo paesaggio, elemento fondamentale. Vogliamo contribuire a migliorare la qualità della vita delle famiglie e dei giovani. Essere pugliesi è anche esercitare il rito dell’accoglienza. Vogliamo che la gente accolta in città trovi una città ordinata e bella».

La proposta

Di qui la voglia di celebrare l’identità. Contaminare sport e cultura, creare un percorso che passando dalle meravigliose spiagge, al museo archeologico, coinvolga anche lo stadio Iacovone. «Sarà un gioiello moderno, la casa di tutti i tarantini. Avvieremo «Taranto nel pallone» un progetto annuale destinato ai bambini, dedicato al calcio ma con laboratori di cultura, che costruiremo con l’aiuto di club superiori. Abbiamo tutto l’interesse a custodire questo gioiello e tenerlo aperto tutta la settimana, ospitando eventi internazionali», dice Vito Ladisa. L’invito va al sindaco Bitetti e al commissario Ferrarese, di lavorare insieme.

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