Il ministero della Difesa dovrà risarcire con 285mila euro la famiglia al maresciallo della Marina militare Francesco Pantaleo, meccanico navale, che per anni ha lavorato a Taranto ed è morto nel 2024 a causa di un mesotelioma pleurico.
Il Tribunale di Bari, con sentenza passata in giudicato, ha condannato il ministero a riconoscere a Pantaleo lo status di vittima del dovere.
Ne dà notizia l’Osservatorio nazionale amianto, evidenziando che Pantaleo ha prestato servizio dal 1977 al 2009 e per il giudice «è stato esposto in modo continuativo e massiccio alle fibre di amianto presenti a bordo delle unità navali, in particolare nelle sale macchine, dove le attività di manutenzione generavano vere e proprie “nuvole di polveri nocive“, spesso senza adeguate protezioni».
Il ministero della Difesa, dunque, dovrà corrispondere agli eredi un indennizzo complessivo di circa 285mila euro, «comprensivo della speciale elargizione e delle rivalutazioni, oltre al riconoscimento degli assegni vitalizi per la vedova e gli orfani».
Pantaleo è morto nel 2024, dopo aver lottato per tre anni con la malattia.
La sentenza del Tribunale di Bari, afferma l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto e legale della famiglia Pantaleo, «conferma una realtà che purtroppo si ripete troppo spesso. Le vittime dell’amianto – sottolinea – ottengono giustizia quando ormai è troppo tardi, e sono i familiari a dover affrontare lunghi e complessi percorsi giudiziari per vedere riconosciuti diritti che dovrebbero essere garantiti in tempi rapidi».