Un nuovo passo verso il futuro dello stadio «Erasmo Iacovone». La giunta comunale ha infatti riconosciuto il pubblico interesse preliminare alla proposta presentata dalla Ss Taranto, guidata dai fratelli Vito e Sebastiano Ladisa, per la gestione dell’impianto e delle aree adiacenti, oggi coinvolte nel profondo restyling legato ai Giochi del Mediterraneo.
Si apre così il percorso che potrebbe portare alla nascita di un grande polo sportivo e culturale, progettato per essere vissuto tutto l’anno e non solo durante le partite. L’idea del club rossoblù è chiara: unire l’efficienza della gestione privata alla valorizzazione di un bene pubblico strategico, rendendolo un motore di attività sociali, eventi, spettacoli e formazione.
La proposta include interventi di progettazione definitiva del nuovo centro sportivo, aree hospitality e ristorazione, percorsi di mobilità sostenibile, nuovi spogliatoi, parcheggi a pagamento e una riqualificazione orientata alla sostenibilità, con ampi spazi verdi e zone gioco. Sono previsti inoltre alloggi a uso foresteria e la gestione integrata di eventi sportivi, musicali, culturali, fieristici e congressuali.
Le necessità
L’interesse preliminare espresso dall’amministrazione nasce anche dalla consapevolezza che la futura manutenzione dello stadio rinnovato, dai punti di vista economico e operativo, richiederà standard difficili da garantire con le sole risorse comunali. Da qui la necessità di aprire alla collaborazione con il privato. Il percorso amministrativo prevede ora la presentazione del progetto dettagliato.
Una volta depositato, il Comune lo pubblicherà per consentire ad altri operatori di presentare eventuali proposte alternative entro un periodo minimo di 60 giorni. Seguirà la valutazione delle proposte e la scelta di una sola soluzione da portare a gara pubblica. Qualora la Ss Taranto non risultasse aggiudicataria, avrà comunque la possibilità di esercitare il diritto di prelazione, impegnandosi a rispettare le stesse condizioni dell’offerta vincente.
I prossimi passi
Il futuro dello «Iacovone», insomma, entra ora nella sua fase più delicata e decisiva. Il passaggio al partenariato pubblico-privato potrebbe rappresentare un cambio di paradigma nella gestione degli impianti cittadini. Se l’iter andrà a buon fine, Taranto potrebbe ritrovarsi con molto più di un impianto moderno: potrebbe nascere un vero e proprio quartiere dello sport e della cultura, capace di generare valore, attività e identità per l’intera città.