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Taranto, mitilicoltori sul piede di guerra: «Per le concessioni da 400 a 2.700 euro l’anno. Non possiamo pagare»

«Il nostro comparto è già pesantemente compromesso dalla moria delle cozze, dovuta alle elevate temperature estive, che ogni anno ci costringono a buttare il lavoro che duramente ci ha visti impegnati per mesi e mesi. Ad aggravare il tutto vi è la mancanza di banchine promesse negli anni passati ma mai realizzate. Non possiamo ora…
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«Il nostro comparto è già pesantemente compromesso dalla moria delle cozze, dovuta alle elevate temperature estive, che ogni anno ci costringono a buttare il lavoro che duramente ci ha visti impegnati per mesi e mesi. Ad aggravare il tutto vi è la mancanza di banchine promesse negli anni passati ma mai realizzate. Non possiamo ora pagare anche un prezzo maggiorato delle concessioni, soprattutto per chi ha più concessioni in mare». Queste le parole di Nico Vinci, uno dei tanti mitilicoltori intervenuti ieri mattina per manifestare il proprio disappunto sotto Palazzo del Governo. «E’ impensabile ed inaccettabile – ha proseguito – pagare ancora di più ogni singolo specchio d’acqua e dover poi sostenere tutti i costi che la cozza da seme a frutto comporta. Senza contare tutti i disagi dovuti alla mancanza di strutture adeguate per noi lavoratori, che ancora oggi siamo costretti a cambiarci senza delle cabine, come avviene nel resto d’Italia».

Lo scorso anno i mitilicoltori hanno potuto contare sull’aiuto del decreto Sostegni bis, con l’agevolazione del canone per i titolari di concessioni senza scopi di lucro. Quest’anno il suo mancato rinnovo ha segnato un duro colpo per questi lavoratori che hanno visto slittare lo stesso canone del 7,95% . Il costo di una concessione passa da 400 a 2.700 euro all’anno. Un danno che grava sulla produzione stessa della cozza tarantina e che rischia così di diminuire, se non sparire, dal mercato lasciando spazio alla concorrenza straniera. Ieri mattina insieme agli operatori del settore, in via Anfiteatro c’erano Confcommercio Taranto e Unicoop Taranto. Si sono dati appuntamento portare all’attenzione del prefetto Demetrio Martino la problematica. Quest’ultimo si è impegnato a seguire direttamente la problematica e ad effettuare i necessari passaggi affinché l’assessore alle produzioni agroalimentari della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, sia adeguatamente investito della questione ed eventualmente si attivi di conseguenza un percorso di reperimento delle risorse di sostegno da destinare al settore.
Il presidente di Confcommercio di Taranto Leonardo Giangrande, vicino a questa manifestazione, ha dichiarato che «questo comparto dovrebbe rappresentare un valore aggiunto per questa città, ma non ci sono le volontà per cui ci sia uno sviluppo serio che fa si che queste persone vengano messe nelle condizioni di poter fare al meglio il loro lavoro».
Inevitabile il riferimento del presidente anche al mercato galleggiante per cui si parla da mesi, senza arrivare ad una vera e propria realizzazione. Stesso discorso per le banchine di carico e scarico, utili per i mitilicoltori, per il piano delle coste, la tanto attesa tracciabilità del prodotto le bonifiche.
Con l’intento di trovare una soluzione, il consigliere regionale Massimiliano Stellato ha presentato una mozione. «L’allestimento di nuovi specchi acquei per trasferire, ogni anno, il novellame hanno messo in ginocchio la precaria economia dei mitilicoltori tarantini. Chiedo che il presidente e all’assessore provinciale un provvedimento per sostenere il settore, anche attraverso l’interlocuzione con i ministeri competenti».

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