Una corsa contro il tempo, che in molti sui social già bollano come persa in partenza. Mancano poco più di dieci mesi alla scadenza per la consegna dello stadio “Iacovone” in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026 e le foto dei cantieri, circolate negli ultimi giorni sui social, hanno scatenato un’ondata di commenti scettici e disfattisti. «Non ce la faranno mai» scrivono gli utenti più critici, convinti che l’opera sia ormai proibitiva. Ma dall’organizzazione e dal commissario straordinario Massimo Ferrarese arriva un messaggio diverso: la sfida è complessa, quasi titanica, ma non impossibile.
I lavori
In queste ore, infatti, i lavori procedono a ritmo serrato. Sono in corso le realizzazioni delle fondazioni dell’anello inferiore delle tribune Est e Ovest e la costruzione delle due nuove tribune. Successivamente sarà la volta dei pilastri in acciaio, che sosterranno la copertura ondulata dell’impianto. Una corsa che non ammette distrazioni, soprattutto alla luce della clausola contrattuale che prevede una penale di 40mila euro per ogni giorno di ritardo e, al contrario, un premio della stessa entità per ogni giorno di anticipo, fino a un massimo di un mese.
Il futuro Iacovone
Il futuro Iacovone, che insieme allo Stadio del nuoto sarà simbolo dei Giochi, rappresenterà una rivoluzione architettonica e funzionale per Taranto. La capienza sarà di circa 20mila posti, tutti a sedere, in linea con i requisiti Uefa per ospitare competizioni internazionali. Il design richiama lo stile inglese: tribuna e gradinata distanti solo 5,90 metri dal campo, curve a 7,90, per un’esperienza immersiva e senza barriere. Il fossato sarà eliminato, la visibilità migliorata grazie a nuove inclinazioni delle tribune e la copertura in acciaio darà all’impianto un profilo dinamico e moderno. Non solo calcio, ma anche servizi.
Lo stadio sarà dotato di sala stampa, spazi hospitality, una sala di controllo remoto, nuovi servizi igienici su ogni livello e accessi ottimizzati per squadre e tifosi. Due maxi-schermi da 20 per 10 metri saranno installati sotto la copertura, affiancati da un impianto di illuminazione di ultima generazione, lo stesso utilizzato negli stadi di Serie A.
L’esterno
All’esterno, l’Iacovone potrà contare su 20mila metri quadrati di parcheggi, con circa mille posti auto, distribuiti tra l’area adiacente all’impianto – oggi occupata da un rudere edilizio – e l’attuale parcheggio, che sarà ampliato di ulteriori 10mila metri quadrati.Un progetto ambizioso, che promette di restituire a Taranto un impianto finalmente all’altezza del suo ruolo sportivo e simbolico. Ma il cronometro scorre e i dieci mesi rimasti sembrano pochissimi. Da un lato lo scetticismo di chi teme l’ennesima incompiuta italiana, dall’altro la determinazione di chi lavora giorno e notte per regalare alla città un nuovo stadio e centrare la sfida dei Giochi del Mediterraneo.