La memoria storica e civile di Taranto si radica nei luoghi simbolo della città. La Commissione Toponomastica del Comune jonico ha approvato l’intitolazione di quattro spazi pubblici ad altrettante figure che hanno segnato profondamente il tessuto sociale, culturale e politico del territorio. Per procedere al provvedimento è stata necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti, una misura indispensabile per ottenere la deroga alla norma che impone il decorso di almeno dieci anni dalla scomparsa dei commemorati.
I tributi approvati toccheranno diversi punti nevralgici del capoluogo, legando i nomi delle quattro personalità a contesti speculari al loro operato in vita.
Lo Iacovone e le Mura Greche: i luoghi della memoria
Tra le delibere di maggior rilievo spicca l’intitolazione della tribuna stampa dello stadio “Erasmo Iacovone” alla memoria di Christian Cesario, stimato giornalista sportivo locale prematuramente scomparso. Il Parco urbano delle Mura Greche sarà invece intitolato a Massimo Battista, figura di riferimento dell’impegno civile e politico cittadino, noto per le sue storiche battaglie ambientali e operaie a tutela della comunità jonica.
Il piano toponomastico prevede inoltre la posa di una targa commemorativa in memoria dell’imprenditore Franco Semeraro all’interno dell’area PIP (Piano per gli insediamenti produttivi) della frazione di Talsano, e la dedica dell’Aula studio della Biblioteca comunale a Alessandro Leogrande, intellettuale, scrittore e giornalista che ha raccontato con straordinaria lucidità le complessità del Mezzogiorno e delle rotte migratorie nel Mediterraneo.
«Pezzi di cuore di questa terra»
L’esito della votazione è stato accolto con profonda commozione tra i banchi del consiglio comunale. A margine della seduta, il consigliere Luca Contrario, componente della commissione Toponomastica, ha voluto sottolineare il valore umano e sociale del provvedimento attraverso una nota diffusa sui canali social: «Christian, Franco, Alessandro e Massimo sono stati pezzi di cuore di questo territorio. Con le loro vite e le loro diverse attività ci hanno insegnato il valore della passione, dell’impegno vero, della competenza, ma soprattutto il coraggio di lottare e l’amore viscerale per la propria terra».
La decisione della commissione avvia ora l’iter burocratico per la formale predisposizione delle targhe e delle cerimonie di scoprimento, restituendo alla cittadinanza il ricordo tangibile di quattro dei suoi figli più stimati.
