«Infrastrutture come il porto di Taranto hanno potenzialità enormi», lo ha detto il vice commissario europeo Raffaele Fitto ospite del Forum della Cucina Italiana organizzato da Bruno Vespa in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e organizzato da Comin&Partners.
«Il confronto sul bilancio 2028-2034, entrato nel vivo dopo la proposta della Commissione di luglio, sarà fondamentale per decidere le governance», sottolinea Fitto per la strategia europea sui porti, aggiungendo: «Puntiamo su semplificazione e flessibilità per garantire investimenti coerenti che rendano i territori capaci di competere. La strategia riconosce i porti come nodi centrali di una catena logistica integrata. Non terminal isolati, ma punti di raccordo tra mare. ferrovia e trasporto su strada».
Argomenti che durante il Forum di Vespa sono stati ripetuti anche dal presidente di Alis Guido Grimaldi e dall’amministratore delegato di Pasta Rummo.
Le prospettive
Fitto ha annunciato che la strategia prevede strumenti dedicati per i porti piccoli e medi, fondi strutturali, servizi di consulenza e attenzione alle regioni costiere ed insulari, su cui torneranno a giugno con due strategie mirate: «I porti del Sud Italia, da Gioia Tauro a Taranto, da Augusta a Bari e Brindisi, non sono periferia. Sono il fronte strategico dell’Europa nel Mediterraneo. Sostenere la loro crescita significa sostenere l’occupazione qualificata l’industria marittima locale e la coesione di intere comunità costiere», ha evidenziato ancora il vice presidente della Commissione europea.
Parliamo di hub energetico, ma non solo
Il porto di Taranto ha necessità di effettuare i dragaggi per ospitare navi diverse dalle porta minerali di Ilva. E anche oltre l’hub per le energie alternative. Opere attese da oltre venti anni, che non riescono ancora a vedere la luce. E per farle servirebbe un commissariamento, e un commissario che velocizzi iter e lavori, come è stato per i Giochi del Mediterraneo. Che in mano al codice degli appalti non avrebbero mai visto realizzare per tempo le opere sportive necessarie.