Un accordo che rappresenta una svolta significativa verso l’innovazione dei processi produttivi e gli sviluppi commerciali internazionali. È questa, in estrema sintesi, la finalità dell’accordo sottoscritto, ieri mattina, dal presidente del Tecnopolo del Mediterraneo, Antonio Messeni Petruzzelli, e l’Organismo del Marocco per le relazioni Commerciali e Industriali in Italia, rappresentato dal presidente Marouan El Mansoub, alla presenza della delegazione marocchina, tra cui Paolo Spataro e Sergio Prete, nonché il consigliere del Tecnopolo, Lorenzo Ferrara.
«Siamo convinti che aprirci all’esterno possa rappresentare un valore aggiunto per la nostra struttura: l’accordo si propone di attivare una sinergia tra i due Paesi, promuovendo processi di innovazione all’interno del tessuto produttivo marocchino. Tra le principali iniziative, si evidenzia l’intenzione di avviare azioni di inter-scambio tra le imprese e di favorire la collaborazione tra i centri di ricerca di Italia e Marocco», commenta Antonio Messeni Petruzzelli, dopo la firma dell’accordo.
La prospettiva
L’iniziativa, spiegano dal Tecnopolo, «segna un passo significativo verso l’innovazione e la sostenibilità» e rappresenta «l’inizio di una concreta sinergia tra le parti». Particolare attenzione sarà riservata ai progetti pilota su efficienza energetica e sostenibilità ambientale, considerati «la chiave per il rinnovamento delle infrastrutture portuali marocchine e dei processi produttivi».
Le azioni previste, viene evidenziato, «non solo contribuiranno a un’economia più verde, ma rafforzeranno anche i legami commerciali e industriali tra i due Paesi». Il Tecnopolo si propone così come promotore di «un nuovo modello di sviluppo», fondato su cooperazione internazionale, trasferimento tecnologico e crescita sostenibile.
«Intendiamo promuovere relazioni internazionali che possano contribuire allo sviluppo economico e ambientale dell’area mediterranea. Siamo certi che questo accordo porterà a risultati concreti per entrambe le parti e contribuirà a costruire un futuro più verde e sostenibile per la regione», afferma il deputato Dario Iaia e responsabile unico del Cis (Contratto istituzionale di sviluppo).










