Il presidente del Taranto Sebastiano Ladisa è stato ieri sera ospite di «Rossoblù», trasmissione in onda su Teleregione. Diversi i temi affrontati e sui quali ha fornito risposte puntuali ed esaustive. A partire da un bilancio, seppure parziale, del percorso sin qui fatto. La pagina più importante dell’annata dovrà essere scritta nelle prossime settimane, ma si può ugualmente procedere al resoconto della sola stagione regolare, prima dei playoff.
Il bilancio del presidente
«Di sicuro – afferma il numero uno rossoblù – è stata un’annata intensa, partita nella terza settimana dello scorso agosto, quando il Comune di Taranto ha assegnato il titolo con il nulla osta a partecipare al campionato di Eccellenza. Abbiamo avuto pochi giorni per allestire la squadra, eppure siamo partiti molto bene facendo risultato con lo Spinazzola all’esordio in campionato. Da allora abbiamo sempre dato il massimo sino alla vittoria con il Gallipoli di domenica scorsa. Abbiamo concluso a tre punti dal secondo posto e siamo arrivati in finale di Coppa Italia, persa per una regola obsoleta che assegna un valore doppio alla rete realizzata in trasferta. Posso dire di essere soddisfatto di quanto dimostrato nel corso di questi mesi dalla squadra».
Gradimento di quanto sin qui visto, anche perché non è facile mettere in piedi in poco tempo una macchina organizzativa, che lavora sodo con una spina sempre nel fianco. Il riferimento è alle difficoltà logistiche, perché la squadra si allena a San Giorgio Ionico, per poi giocare a Massafra le gare interne. Quando si è nomadi le difficoltà aumentano: «Sotto questo aspetto – riprende Ladisa – abbiamo affrontato difficoltà che altre società non hanno vissuto, perché ci siamo dovuti adattare a diverse situazioni. Essere pendolari ha determinato una serie di problematiche, che solo una società attrezzata come la nostra ha potuto affrontare in modo ottimale. Da parte nostra va il ringraziamento alle comunità che ci hanno ospitato. Nella prossima stagione spero che il Taranto giochi a Taranto. Noi vogliamo giocare nella nostra casa».
L’appello all’unità
Il motto di questa fine stagione sta nell’hashtag societario: #uniti si vince. All’obiettivo, si può arrivare lavorando assieme: «I ragazzi della Curva – conclude il presidente – comprenderanno sicuramente che è stato un anno particolare. Naturalmente hanno la libertà di contestare, ma, non condividiamo le loro motivazioni».