Vincenzo Di Gregorio lascia il Partito democratico e confluisce in Azione. Dopo l’annuncio nel Consiglio comunale del 17 marzo, ieri sera ha ufficializzato il suo nuovo impegno politico con un partito diverso da quello per il quale per anni si è speso.
L’incontro si è tenuto a Corte Lo Jucco a Talsano con i vertici di Azione. Presenti Angelita Salamina, commissario provinciale Taranto, Federica Stamerra, assessore comunale al Patrimonio, politiche del Lavoro e al Personale, Ruggiero Mennea, segretario regionale di Azione, Ettore Rosato, vicepresidente nazionale e, in collegamento, Carlo Calenda, presidente nazionale di Azione.
Di Gregorio ha iniziato a fare politica da ragazzo, il suo primo incarico risale al 1996 in qualità di consigliere circoscrizionale. Poi via via ha ricoperto l’incarico di consigliere comunale e regionale. Dopo alcune incomprensioni con il Pd ha deciso di cambiare aria e casacca.
Di Gregorio perché proprio Azione?
«Guardandomi attorno mi sono reso conto che Azione poteva essere il partito più vicino ai miei ideali, un partito di centro, formazione da cui derivo, che poteva rappresentarmi al meglio dandomi la possibilità di proseguire il mio percorso politico avviato circa trent’anni fa. In Azione mi sono sentito circondato di affetto, di amicizia, cose che mi mancavano ormai da tempo».
Perché ha preso le distanze dal Partito democratico?
«In verità non è stato facile lasciare un partito a cui ho dedicato tanti anni di lavoro e le tante persone con cui abbiamo condiviso un percorso, ideali, progetti. Ma il vero, grande motivo è stato la mancanza di rapporti umani».
Cosa ha causato la rottura?
«La data che ha segnato il non ritorno è stata il 13 dicembre 2025 quando mi sono visto sospeso dal partito. Ho fatto ricorso ma è stato ritenuto illegittimo. Da allora ho chiesto più volte di essere ascoltato ma non c’è stato verso. Nessuno mi ha mai chiamato né in maniera ufficiale né da amico. La decisione di sospendermi è stata presa unilateralmente, senza possibilità di replica. Ho atteso invano. Così ho deciso che era ora di guardarsi attorno».
Una decisione per delusione?
«Si, molto. Ma questa esperienza mi è servita a comprendere che la vita non è sempre così come ce la immaginiamo, anche quella politica. Io vado avanti iniziando un percorso nuovo che vedremo dove mi porterà. Nel Pd non mi sentivo più a casa mia era giunta l’ora di cambiare aria e in Azione ho trovato i presupposti per andare avanti».
Cosa cambierà in Consiglio comunale?
«Nulla. Informerò l’intero consiglio del mio passaggio in Azione nella prossima seduta del 27 marzo e continuerò a sedere nei banchi della maggioranza».