Home » Taranto » Taranto, anche Confartigianato dice no al rigassificatore nell’area di Lido Azzurro

Taranto, anche Confartigianato dice no al rigassificatore nell’area di Lido Azzurro

Per l’associazione, un impianto industriale di quelle dimensioni impedirebbe ogni sviluppo nel quartiere, legato a turismo, accoglienza e servizi

Taranto, anche Confartigianato dice no al rigassificatore nell’area di Lido Azzurro
Il coordinamento cittadino contro la costruzione del rigassificatore in protesta davanti al Comune

Dopo le proteste del Coordinamento cittadino contro la costruzione di un rigassificatore al molo polisettoriale, anche Confartigiato prende posizione contro il progetto. Ancora una volta, un’ingombrante presenza industriale rischia di modificare gli equilibri di un intero quartiere, frenando potenzialità economiche, ambientali e turistiche.

Al centro del dibattito il progetto del Terminale di Rigassificazione Gnl da 12 miliardi di metri cubi all’anno (che lo renderebbe l’impianto di questo tipo più grande d’Italia). Mentre Comune e Provincia hanno presentato osservazioni contrarie al progetto, la Regione ha dato nulla osta di fattibilità. L’autorità portuale non ha concesso le banchine necessarie ma l’ultima parola spetta alla procedura di valutazione ambientale di competenza ministeriale. I residenti del quartiere temono che l’impianto possa essere legato alla costruzione di forni elettrici per la potenziale Ilva del futuro.

Su questo punto, Confartigianato ricorda che nell’accordo sottoscritto da sindacati metalmeccanici ed enti locali in Regione nei giorni scorsi sul futuro del siderurgico, è previsto il ricorso «progressivo» all’idrogeno verde. «Non è precisato quando verrà introdotto l’idrogeno verde al posto del gas. Questa fase durerà 5, 10 oppure 15 anni e quanto gas servirà?», chiede Paolillo, invitando i sottoscrittori dell’accordo a pretendere dal governo e dai responsabili del piano industriale informazioni puntuali, verificabili e accessibili ai cittadini.

L’associazione

Per il segretario generale di Confartigianato Fabio Paolillo occorre considerare gli effetti sulla sicurezza delle persone, sull’ecosistema marino, sulla movimentazione delle metaniere e sull’utilizzazione delle banchine, senza trascurare le eventuali limitazioni che potrebbero condizionare le attività economiche future. «Il porto non si ipoteca», dice l’associazione, che chiede alle istituzioni di non compromettere le opportunità industriali e commerciali dei prossimi anni. Al porto, dice Paolillo, vanno recuperati traffici e competitività, ospitando anche cantieristica e lavorazioni meccaniche. C’è poi l’hub per l’eolico offshore nazionale. Per questo, Confartigianato ritiene fondamentale analizzare le ricadute economiche e occupazionali del rigassificatore, valutando anche le possibili interferenze con altri investimenti. L’8 aprile scorso il Consiglio comunale ha approvato una mozione contraria al progetto.

Per Confartigianato, spiaggia, pineta e l’area del fiume Tara sono risorse su cui costruire nuove attività valorizzando la borgata con turismo, accoglienza, commercio, artigianato e servizi collegati alla fruizione del mare.