Il nuovo anno si presenta con un’insidiosa trasferta. Domani il Taranto sarà protagonista nella gara con la Polimnia per la terza giornata di ritorno. La squadra, per quanto profondamente rinnovata, ha imparato a sue spese che ostacoli e difficoltà sorgono come funghi in un bosco dopo un’abbondante pioggia. L’interruzione dovuta alle lunghe festività è arrivata nel momento più opportuno per ripartire più forti di prima. Un auspicio, un augurio di tutta la piazza ionica, e allo stesso tempo dell’intero club ionico. Tornare a giocare lontano dallo stadio “Italia” di Massafra, inoltre, non è detto che sia più pericoloso.
Equilibrio casa-trasferta
Lo dice la statistica perché la squadra, che sia impegnata in casa o in trasferta, non fa differenza. Dei 42 punti sin qui conquistati 22 sono maturati tra le mura amiche e 20 in altri stadi. Questa mini forbice è superata soltanto da Racale e Galatina con una sola lunghezza di spartiacque. Se circoscrivessimo questo computo alle prime quattro della graduatoria, che realmente possono puntare all’obiettivo della promozione in Serie D, balzerebbero all’occhio i divari decisamente meno accentuati.
Taranto “anomalia” tra le big
Le dirette concorrenti del Taranto, innanzitutto, vanno più facilmente a segno in casa. L’esempio più eclatante è del Canosa, che a chilometri di distanza dal fortino del “San Sabino” ha raccolto meno del 30 per cento del totale dei punti (43) in un rapporto di 31 a 12. I rossoblù canosini hanno un rendimento esterno simile alle compagini meno attrezzate. La differenza si attesta a poco meno della metà (8) per il Bisceglie, che guarda tutti dall’alto con 49 punti, di cui 29 interni e 21 esterni. Sempre ricordando che il club è stato penalizzato di un punto. Sul versante Brindisi la relazione, sulla base dei 47 punti accumulati, è di 27 a 20 e dunque con il dato di -7. Il Taranto costituirebbe quasi un’anomalia, almeno apparentemente, perché si può raggiungere un obiettivo in qualsiasi modo e con ogni mezzo.










