La settimana che si conclude quest’oggi è stata densa di avvenimenti per la SS Taranto. Il club ionico è stato protagonista di tre diversi eventi in ambiti differenti, con i ragazzi, dalla scuola alle salute. Martedì dirigenti, staff tecnico e alcuni giocatori sono stati ospiti del Liceo «Galileo Ferraris» di Taranto, mercoledì hanno apprezzato la bravura ai fornelli e al servizio dei ragazzi di «Formare Puglia», mentre giovedì hanno donato uova di cioccolato ai bambini ricoverati nella struttura di Pediatria e oncoematologia pediatrica dell’ospedale «Santissima Annunziata di Taranto».
Il dg Camicia
Beppe Camicia, direttore generale del Taranto, sottolinea il valore complessivo di queste tre visite: «Questo è solo l’inizio di un percorso – afferma – che abbiamo in mente di condurre da tempo. Vorremmo proporre a Taranto un grande progetto non per la città, ma con la città. Non è solo una distinzione verbale fine a sé stessa, ma una differenza sostanziale. Vorremmo coinvolgere tutta la comunità tarantina, entrare nelle scuole e in contatto con i giovani, per avvicinarci a coloro che già oggi, ma domani ancora di più saranno i tifosi del Taranto».
Un comune denominatore
Da tutti gli incontri è emerso con forza l’amore per il Taranto: «Abbiamo percepito un senso di appartenenza disarmante, un attaccamento incredibile – riprende il Camicia – a questi colori, che ci dà e darà la carica giusta per andare avanti in maniera determinata. Vorremmo regalare quante più gioie a questa piazza che meriterebbe tanto. Taranto ha vissuto dei momenti bui ed è stata una città bistrattata. Attraverso questo progetto vorremmo contribuire a un generale miglioramento». L’auspicio del dirigente del Taranto è uno in particolare: «Mi auguro che – conclude – si aggiungano altre iniziative simili a quelle vissute in settimana. Taranto è una città resiliente, che ha sempre saputo rialzarsi. Adesso è il tempo di dare una svolta, approfittando anche dei Giochi del Mediterraneo del prossimo agosto. In quei giorni si creerà un patrimonio di aspettative e di ambizioni, che non dovrà essere disperso». Infine un invito alle forze della città: «In ospedale è bastato poco per far tornare il sorriso a bambini che fanno fatica a sorridere. Siamo molto sensibili a queste iniziative, ci crediamo realmente: se dovessimo fare squadra tra città, società e istituzioni non ci sarebbe campionati e risultati che tengano. Anche per tutto questo fermento, sul campo, i ragazzi dovranno dare il massimo per raggiungere l’obiettivo a cui tutti guardiamo. Questa gloriosa maglia va onorata sino in fondo».










