A Taranto il seme di cozza nel primo seno del mar Piccolo è a rischio a causa del caldo eccessivo. Il novellame, infatti, proprio per le elevate temperature fa registrare un alto tasso di mortalità.
A lanciare l’allarme sono Coldiretti Taranto, Unci Agroalimentare, Confcooperative Taranto-Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare Taranto, Confesercenti CasaImpresa Taranto, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca.
«Non possiamo aspettare che il danno diventi irreversibile. Servono monitoraggio immediato, interventi straordinari e un tavolo permanente con Regione e Comune», sottolineano le organizzazioni, evidenziando il rischio che la perdita del seme comprometta la prossima stagione produttiva.
Il comparto arriva a questa nuova emergenza dopo anni segnati dalle criticità ambientali del mar Piccolo, dalle limitazioni sanitarie, dalla movimentazione del novellame, dalla carenza di spazi e dalle difficoltà legate a concessioni e regolarizzazione degli impianti. Nel 2024, inoltre, il caldo aveva già provocato pesanti perdite di prodotto e seme.
Le organizzazioni chiedono l’attivazione immediata di un monitoraggio straordinario del mar Piccolo con Regione Puglia, Comune di Taranto, Asl, Arpa, Cnr e Capitaneria di porto, per verificare scientificamente entità della mortalità, temperatura, ossigenazione e condizioni dell’acqua.
Le associazioni chiedono, inoltre, di valutare possibili interventi sui lotti maggiormente esposti, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie. «Non chiediamo scorciatoie rispetto alla tutela della salute pubblica», precisano, chiedendo un tavolo operativo con tempi e responsabilità definiti. «Difendere oggi il novellame – concludono – significa difendere la produzione di domani».
