Rigettato dal Tribunale di Taranto il ricorso che contestava la presunta incompatibilità alla carica di sindaco di Taranto di Piero Bitetti, eletto a giugno scorso e a capo di una coalizione di centrosinistra. A tentare la spallata era stato l’imprenditore Salvatore Micelli vicino al mondo della politica cittadina che aveva intentato una azione popolare. Il procedimento di incompatibilità era stato richiamato sulla base dell’articolo 63 del Testo unico degli enti locali: secondo il proponente, la pendenza di un giudizio amministrativo tra il sindaco e il Comune di Taranto avrebbe configurato una situazione di incompatibilità. Il giudizio amministrativo riguardava quello che lo stesso Bitetti, diversi mesi prima, aveva presentato al Tar contestando la variazione dello statuto comunale da parte della maggioranza allora in carica.
A seguito del quale Bitetti era stato sfiduciato da presidente del Consiglio comunale e la delega era passata ad un altro consigliere più vicino politicamente alla stessa maggioranza guidata da Rinaldo Melucci. Bitetti, però, una volta eletto – Taranto l’anno scorso è stata commissariata e si sono tenute le amministrative anticipate -ha ritirato il ricorso al Tar ed è quindi venuta meno la causa di incompatibilità, secondo il Tribunale.
Il Tribunale ha anche evidenziato che l’incompatibilità non comporta automaticamente la decadenza da sindaco, ma può essere rimossa entro dieci giorni dalla formalizzazione della contestazione. E Bitetti aveva infatti eliminato la situazione di conflitto prima che il procedimento giudiziario cominciasse.









