In un’area recintata di circa 1.600 metri quadrati a Sava era stato realizzato un vero e proprio “cimitero” di auto cannibalizzate. A scoprirlo sono stati i carabinieri forestali del gruppo di Taranto, impegnati in controlli in autodemolizioni e officine meccaniche.
I militari, grazie anche a riprese dall’alto, hanno accertato da subito la presenza di auto fuori uso o smontate e ormai abbandonate nell’area che si trova lungo la strada statale 7ter. La zona sarebbe stata utilizzata, per anni, per accumulare un quantitativo imprecisato di parti meccaniche di diverso tipo (ruote, parabrezza, motori, sedili, marmitte) sparse alla rinfusa sul terreno nudo o all’interno di altre carcasse di autovetture. Su alcune erano ancora affisse le vecchie targhe.
Tutti i rifiuti erano depositati su un’area priva di qualsiasi sistema di raccolta o contenimento di liquidi e olii, in un contesto generale di degrado ambientale, con il conseguente rischio di contaminazione del suolo e del sottosuolo.
Un più approfondito controllo ha consentito di appurare come non ci fosse nessuna autorizzazione per l’esercizio dell’attività di demolizione o recupero materiali ferrosi e che l’area non era nemmeno classificata come centro di raccolta o discarica.
Il sito è risultato gestito da un imprenditore locale che risultava intestatario di una rivendita di auto usate.
Nei pressi dell’autosalone dello stesso imprenditore, ubicato in città, sono state poi individuate altre due aree nelle stesse condizioni del primo terreno: c’erano numerosi veicoli abbandonati, parti di auto ovunque, rifiuti di vario tipo, in un totale e diffuso stato di degrado e di rischio di contaminazione del terreno.
L’uomo, un 61enne, è stato denunciato per aver realizzato una discarica non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, per l’esercizio abusivo di attività di demolizione e recupero veicoli. I militari hanno provveduto anche a sequestrare i tre terreni per una superficie complessiva di 2.800 metri quadrati.