Home » Taranto » Porto di Taranto, futuro ancora incerto per 322 lavoratori ex «Tct»

Porto di Taranto, futuro ancora incerto per 322 lavoratori ex «Tct»

Porto di Taranto, futuro ancora incerto per 322 lavoratori ex «Tct»
Foto dal sito internet dell’Agenzia del Demanio (https://www.agenziademanio.it/it/sala-stampa/notizie/notizia/Taranto-lAgenzia-del-Demanio-avvia-unoperazione-di-rigenerazione-urbana-da-11milioni-di-euro)

Il confronto sul futuro del porto di Taranto si inasprisce proprio nel momento in cui servirebbe la massima unità. Al centro della polemica c’è il documento trasmesso al Ministero delle infrastrutture dall’Autorità di sistema portuale senza il preventivo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, nonostante gli impegni assunti durante il tavolo del 30 giugno. Una scelta che Cgil, Cisl e Uil giudicano un passo indietro nel percorso condiviso per il rilancio dello scalo e per la tutela dei 322 lavoratori dell’ex Tct. Secondo i sindacati, l’intesa raggiunta alla presenza del presidente dell’Autorità portuale, Giovanni Gugliotti, e del sindaco Piero Bitetti, prevedeva la redazione di un documento unitario da sottoporre al governo. La comunicazione dell’avvenuto invio è invece arrivata attraverso gli organi di stampa, senza che alle sigle fosse stata inviata la bozza richiesta.

La priorità

Per Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della Cgil Taranto, la priorità resta garantire prospettive occupazionali agli ex dipendenti Tct, accompagnando i percorsi di formazione con il via libera ministeriale all’applicazione dell’articolo 17 della legge 84 del 1994, ritenuto decisivo per la gestione della manodopera portuale temporanea. La vicenda si inserisce in una fase cruciale per lo sviluppo dello scalo ionico. Tra i dossier aperti figurano i 28 milioni destinati all’hub dell’eolico offshore, il rilancio della cantieristica e le prospettive dell’ex yard Belleli. Antonio Baldassare, segretario generale della Cisl Taranto-Brindisi, chiede un fronte comune. Sulla stessa linea Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della Uil Taranto, che richiama la necessità di una strategia condivisa capace di tenere insieme la vertenza ex Tct, il futuro dell’Agenzia per il lavoro portuale e i nuovi investimenti. Le tre confederazioni chiedono ora un confronto immediato con l’Autorità portuale per definire un testo comune, convinte che solo relazioni trasparenti possano garantire sviluppo, occupazione e risposte concrete alle centinaia di famiglie coinvolte.