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Piemontese attacca: «Taranto avrà il Frecciarossa grazie alla Regione Puglia, non al governo»

La Regione Puglia sborserà oltre 1,5 milioni di euro all’anno per cofinanziare una tratta che, per sua natura, rientrerebbe nei servizi a mercato o nei doveri dello Stato centrale

Piemontese attacca: «Taranto avrà il Frecciarossa grazie alla Regione Puglia, non al governo»

È uno scontro totale, politico e istituzionale, quello che si è acceso sull’asse Bari-Roma attorno al futuro dell’Alta Velocità nello Jonio. Il collegamento Frecciarossa tra Taranto e Roma rimarrà attivo, ma solo perché la Regione Puglia ha deciso di mettere mano al proprio bilancio, accettando di pagare una quota milionaria per evitare l’isolamento della città. Una decisione che l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Piemontese, non esita a definire l’esito di «un ricatto bello e buono» orchestrato dal Governo nazionale.

La dura presa di posizione di Piemontese arriva in replica alle dichiarazioni del deputato jonico di Fratelli d’Italia, Dario Iaia, aprendo una faglia polemica sulle competenze e sui costi dei trasporti nel Mezzogiorno.

Un milione e mezzo per sventare l’isolamento

Il dato economico è pesante: la Regione Puglia sborserà oltre 1,5 milioni di euro all’anno per cofinanziare una tratta che, per sua natura, rientrerebbe nei servizi a mercato o nei doveri dello Stato centrale.

«Taranto continuerà ad avere il Frecciarossa esclusivamente perché la Regione Puglia, per senso di responsabilità, ha deciso di farsi carico di costi che non le competono e che non ha mai versato prima, al contrario delle bugie che circolano – attacca con fermezza Piemontese –. Ferrovie dello Stato è una società interamente controllata dallo Stato: è il Governo che deve garantire i collegamenti strategici del Paese, non scaricarne il peso sui bilanci regionali. Abbiamo scelto di pagare non perché sia giusto cedere a questo ricatto, ma perché non potevamo permettere che a pagare il prezzo di questa ingiustizia fossero i cittadini tarantini».

L’assessore ha poi voluto spegnere sul nascere possibili guerre di campanile all’interno del territorio pugliese, precisando che la Regione non finanzia e non ha mai finanziato nessun altro collegamento delle Frecce in partenza da Bari, Foggia, Brindisi o Lecce.

L’affondo politico

Il terreno dello scontro si sposta poi sulla rappresentanza politica del territorio. Piemontese ha riservato parole durissime ai parlamentari pugliesi dello schieramento di governo: «L’onorevole Iaia, invece di portare avanti una battaglia al nostro fianco per difendere i diritti dei tarantini, preferisce trasformarsi nell’esattore per conto del Governo nazionale, togliendo soldi ai pugliesi per far risparmiare Trenitalia».

Secondo la linea di via Capruzzi, la mobilità ferroviaria non può trasformarsi in una cambiale annuale da negoziare al ribasso. Per questo la Puglia annuncia che continuerà a dare battaglia a Roma per ottenere una soluzione definitiva.

«Questo non è un favore che il Governo concede alla Puglia: è un suo preciso dovere – conclude l’assessore alle Infrastrutture –. Se si vuole costruire un Mezzogiorno davvero competitivo, non si possono usare i treni come merce di scambio. Taranto, per la sua storia industriale, il suo porto, la sua università e il suo ruolo strategico nel Mediterraneo, ha pieno diritto a un collegamento stabile, strutturale e sicuro con la rete nazionale dell’Alta Velocità. È semplicemente incomprensibile che si chieda alle Regioni di pagare ciò che lo Stato dovrebbe garantire a tutti i cittadini italiani».