«Un passo nel vuoto. La griglia, il paiolato che cede sul piano di calpestio logoro e vetusto, si cammina sul vuoto per pulire quei cumuli di polveri nel reparto agglomerato e il lavoratore Loris non c’è più». Comincia così un post pubblicato sui social network da Luciano Manna, attivista di VeraLeaks, che ha condiviso la fotografia del luogo in cui ieri, nello stabilimento ex Ilva di Taranto, si sarebbe verificato l’incidente che è costato la vita al 36enne Loris Costantino, dipendente della ditta d’appalto di pulizia Gea Power, precipitato da un’altezza di oltre dieci metri.
Manna, come già aveva fatto ieri condividendo i video registrati in passato nello stesso reparto, ricorda che «avevamo già depositato più volte in Procura, diversi anni fa, proprio questi cumuli e questi nastri del reparto agglomerato che perdono materiale in ogni punto». E spiega che «nello specifico in agglomerato si cuoce l’omogeneizzato che poi viene introdotto nell’altoforno e il materiale finissimo perso su questi nastri e rulli viene, nel vero senso della parola, spalato e recuperato dagli operai delle ditte dell’indotto con pale, scopettoni e carriole per essere reintrodotto nel circolo produttivo, specie il materiale finissimo che ha una pezzatura non adatta all’altoforno».
L’attivista annuncia che domani, mercoledì 4 marzo, «andiamo in Procura per chiedere di processare i responsabili depositando una denuncia penale inerente questo incidente e gli eventi emissivi di febbraio causati da Afo2 e 4».










