Restano dietro le sbarre i due maggiorenni accusati di aver partecipato alla feroce aggressione costata la vita a Bakari Sako, il bracciante trentacinquenne di nazionalità maliana ucciso all’alba dello scorso 9 maggio nel cuore della Città Vecchia di Taranto. Il Tribunale del Riesame ha infatti respinto i ricorsi presentati dai legali dei due indagati, confermando per entrambi la custodia cautelare in carcere.
Al momento i giudici del tribunale delle libertà hanno depositato esclusivamente il dispositivo del provvedimento. La decisione riguarda il ventenne Fabio Sale e il ventiduenne Mimmo Colucci. Secondo l’impianto accusatorio formulato dagli inquirenti, i due giovani avrebbero ricoperto un ruolo attivo e tutt’altro che marginale nel pestaggio sfociato nel sangue, spalleggiando il branco e spianando la strada all’epilogo mortale: la vittima, dopo essere stata violentemente picchiata, fu infatti raggiunta e uccisa da tre coltellate sferrate da un ragazzino di appena 15 anni.
La decisione del Riesame blinda di fatto l’intera impalcatura delle custodie cautelari eseguite dalle forze dell’ordine a ridosso del delitto. Nei giorni scorsi, infatti, lo stesso tribunale aveva respinto anche le istanze di scarcerazione avanzate dai difensori dei quattro minorenni coinvolti (tutti di età compresa tra i 15 e i 16 anni), per i quali era stato richiesto, in subordine, il trasferimento in una comunità di recupero. Una linea di fermezza, quella dei giudici, motivata dalla gravità e dall’inaudita violenza che hanno caratterizzato l’omicidio del bracciante africano.
