Un incontro intenso, doloroso, ma aperto alla speranza. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha fatto visita a casa di Giuditta, la studentessa di 26 anni vittima di una brutale aggressione al Parco Rossani. Accompagnato dall’assessora Carla Palone, il primo cittadino ha voluto portare la vicinanza della città a una ragazza profondamente segnata, nel corpo e nello spirito, da un’ineudita violenza consumata in pieno giorno.
«Vedere il suo volto tumefatto fa un’impressione enorme — ha dichiarato Leccese —. Come sindaco e come padre ho sentito il dovere di dirle che Bari è con lei. L’amministrazione seguirà l’iter giudiziario e si costituirà parte civile». Le indagini, affidate ai Carabinieri di Toritto dopo la denuncia della giovane, e le immagini della videosorveglianza acquisite dalla Polizia Locale faranno luce su una vicenda che conta già 40 giorni di prognosi per la vittima.
Al di là delle responsabilità penali, il sindaco ha posto l’accento sulla risposta collettiva. Giuditta ha dovuto chiamare i soccorsi da sola, nell’indifferenza dei presenti: «La presenza delle forze dell’ordine è fondamentale e ho già chiesto al Questore di rafforzare i presidi nei parchi della città per contrastare anche il degrado e lo spaccio. Tuttavia, la sola repressione non basta. Se una persona viene aggredita e nessuno interviene, dobbiamo ricostruire il senso di comunità».
Nonostante il trauma, è stata la stessa Giuditta a lanciare un messaggio di rinascita: trasformare Parco Rossani in un luogo vissuto, sicuro e inclusivo. «È una studentessa di Filosofia che crede nelle relazioni e nell’educazione — ha concluso Leccese —. Raccoglieremo la sua sfida per fare dei nostri spazi pubblici dei luoghi davvero ‘comunitabili’ e protetti».
