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Omicidio Sako, i difensori dei minori imputati chiede il trasferimento in comunità

Omicidio Sako, i difensori dei minori imputati chiede il trasferimento in comunità

Quella di ieri è stata una giornata particolarmente intensa, vissuta su un doppio fronte: giudiziario e umanitario. Il primo riguarda l’udienza al Tribunale del riesame nella quale la difesa ha chiesto per tre minori coinvolti nell’omicidio di Bakari Sako, avvenuto all’alba del 9 maggio nella città vecchia, il trasferimento in comunità. I tre sono attualmente negli istituti di pena minorili di Lecce e Bari. La decisione del Riesame è attesa entro giovedì.

Quattro sono i minori coinvolti nel pestaggio dell’immigrato del Mali, 35enne, bracciante agricolo, accaduto in piazza Fontana, ed uno di essi, un 15enne, gli ha inflitto all’addome e al torace tre coltellate che si sono rivelate fatali. Il 4 giugno, invece, c’è l’udienza, sempre al Riesame, per i due maggiorenni coinvolti nel delitto dell’immigrato e attualmente nel carcere della città jonica. Per questi due, la difesa chiede l’annullamento della misura poiché sostiene che non avrebbero avuto un ruolo attivo nella vicenda. Nei giorni scorsi sia il gip del Tribunale dei minori che quello del Tribunale ordinario non hanno convalidato i fermi delle sei persone sospettate per il delitto di Bakari Sako ma hanno comunque disposto la loro detenzione. Inoltre, il gip ha fatto anche decadere l’aggravante per futili motivi formulata dalla Procura con i fermi.

L’altro aspetto

Sul fronte umanitario è partita nel pomeriggio di ieri, destinazione l’aeroporto di Fiumicino, la salma dell’immigrato maliano. A Roma il feretro sarà imbarcato tra qualche giorno su un volo cargo diretto a Tunisi e da qui con un altro volo raggiungerà Bamako, capitale del Mali, dove ad attenderlo sarà il fratello di Sako. Poi sarà intrapreso l’ultimo viaggio verso il villaggio natale dove il 35enne sarà seppellito. Taranto ha salutato la partenza di Sako con il lutto cittadino: sulla facciata del Municipio le bandiere erano a mezz’asta. A mezzogiorno e per mezzora, molti commercianti, aderendo all’invito del Comune, hanno anche abbassato le saracinesche dei loro esercizi, mentre il sindaco Piero Bitetti, ha annunciato che il 9 maggio, giorno dell’omicidio di Sako, diventerà la Giornata contro l’odio e la violenza. «Abbiamo intitolato lo sportello per l’immigrazione al povero Bakari Sako – ha detto il sindaco – e l’amministrazione metterà in campo una serie di iniziative che devono servire a educare e informare, soprattutto i più giovani, ma tutta la popolazione».