Tante le reazioni all’indomani dell’intervento della premier Giorgia Meloni sulla vicenda dell’ex Ilva, dove lo stabilimento di Taranto è ritenuto un asset importante per l’economia italiana. La presidente del Consiglio ha ricordato che «l’impegno del Governo non è mai venuto meno. L’obiettivo è conciliare la tenuta produttiva, occupazionale e ambientale».
Il sindaco Bitetti
Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, accoglie positivamente quanto dichiarato da Meloni «sul coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali, compresi quelli territoriali, e il suo appello a remare tutti nella stessa direzione per conciliare la tenuta della salute, dell’occupazione, della sicurezza e dell’ambiente. Concordo anche sul non ripetere gli errori del passato e di non permettere a nessun possibile nuovo acquirente, di arrivare a Taranto con un intento predatorio».
Fim Cisl
Da parte dei sindacati c’è l’intervento del segretario nazionale della Fim Cisl, Valerio D’Alò, che fa riferimento all’emendamento approvato di recente. Per il sindacalista, «serve a garantire all’ex Ilva il percorso intrapreso. L’intento del Governo non può che essere condivisibile quando si riferisce a una scelta da effettuare per la crescita, la decarbonizzazione e la difesa dell’occupazione. Rimaniamo in attesa di una convocazione a Palazzo Chigi». D’Alò lancia un appello «in questa fase che non ci sia una trattativa che metta da parte i lavoratori».
Ribadita sia dal sindaco Bitetti che dai sindacati la richiesta di un incontro con la presidente Meloni (magari a Taranto), in questa fase ancor di più dopo aver detto di voler coinvolgere anche il territorio.
M5s contro
Duro il senatore Mario Turco, vicepresidente M5s, che contesta la linea del Governo sul futuro dello stabilimento siderurgico. «Le dichiarazioni della presidente del Consiglio sul no a una vendita predatoria sono smentite dai fatti – afferma Turco – perché mentre rassicura l’opinione pubblica, l’esecutivo starebbe trattando con un fondo di investimento americano, privo di una reale natura industriale e orientato a logiche finanziarie speculative di breve periodo». E sui possibili acquirenti dice: «Un fondo di investimento opera tipicamente per acquisire asset a valori simbolici, sfruttare anche risorse pubbliche e dismettere poi al massimo rendimento. Parlare di tutela dell’interesse nazionale in questo contesto è mistificante. Risultano inoltre assenti i criteri vincolanti su investimenti, occupazione, piano industriale, penali e garanzie ambientali e sanitarie».
La replica a Turco
«I pentastellati non possono dare lezioni a nessuno» commenta l’onorevole Dario Iaia (FdI) «tra i protagonisti delle posizioni politiche illogiche e economicamente disastrose assunte dai governi del passato ci sono sicuramente Giuseppe Conte e Mario Turco. Senza dimenticare le promesse tradite nel 2018 in occasione delle elezioni politiche quando il movimento raccolse consensi con la promessa della chiusura dello stabilimento».









