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Conflitto in Medio Oriente, una vacanza da incubo per tre ginosini bloccati a Doha

La loro vacanza è stata minacciata dalla guerra in atto in Medio Oriente. Tre uomini di Ginosa, Silvestro De Stena, Francesco Bianco e Vito Busto sono bloccati a Doha, in Qatar, perché impossibilitati a utilizzare i collegamenti aerei per fare rientro in patria a causa della sempre più preoccupante situazione che si sta vivendo in quelle zone. Fino a ieri sera la situazione è rimasta invariata. Il primo cittadino di Ginosa, Vito Parisi, è in stretto contatto con la Farnesina ma, per il momento, il rientro in Italia sembra molto difficoltoso. Per i tre, ospitati in un albergo, c’è una sola possibilità di muoversi da lì.

L’unico modo per lasciare Doha è salire a bordo di un pullman messo a disposizione da una agenzia viaggi privata che, attraversando il deserto dell’Oman, li porterebbe via. Ma i tre non sono convinti, la ritengono una soluzione rischiosa, il percorso è pericoloso e potrebbero subire attacchi, quindi attendono un collegamento più sicuro. Intanto i giorni passano e rimangono bloccati in una guerra che non è la loro.

Un’esperienza terribile

Il sindaco Parisi li sente spesso telefonicamente per rassicurarsi sulle loro condizioni, ma le notizie che giungono dalla zona di guerra non sono affatto confortanti. I tre ginosini stanno vivendo un’esperienza terribile, lontana da quella che sarebbe dovuta essere una vacanza spensierata e adesso non vedono l’ora di tornare a casa. Dal Comune di Ginosa sono stati attivati tutti i canali istituzionali inviando comunicazioni al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

«Ho chiesto – ha dichiarato Parisi – il coinvolgimento di tutti parlamentari pugliesi affinché la nostra voce abbia più peso e i miei concittadini possano tornare a casa in sicurezza. Attendiamo notizie confortanti che possano tranquillizzare le famiglie. Continueremo a stare vicini ai nostri ragazzi. La rete diplomatica italiana sta facendo un lavoro impegnativo in un contesto non certo facile per tutelare e far rientrare in patria tutti gli italiani».

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