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Maruggio, “La Maviglia” si ferma: stop al mega resort che doveva essere realizzato grazie alla Zes

Doveva essere un esempio di efficacia degli interventi previsti dalla Zona Economica Speciale (Zes) nel Mezzogiorno, tanto che si era scomodata anche la premier Giorgia Meloni per annunciare un investimento che avrebbe dato sviluppo e occupazione alla costa jonica. A quasi due anni dall’annuncio la voce si è persa nei labirinti della burocrazia e delle…
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Doveva essere un esempio di efficacia degli interventi previsti dalla Zona Economica Speciale (Zes) nel Mezzogiorno, tanto che si era scomodata anche la premier Giorgia Meloni per annunciare un investimento che avrebbe dato sviluppo e occupazione alla costa jonica.

A quasi due anni dall’annuncio la voce si è persa nei labirinti della burocrazia e delle pastoie di tributi e potenziali ritardi. Insomma, non c’è pace per il megaresort di lusso «La Maviglia» a Maruggio: un’opera simbolo del rilancio del Mezzogiorno grazie alla Zes con un investimento da 200 milioni di euro – 36 ville, albergo con 70 suite, ristoranti, azienda agricola biologica e campi da golf, quasi 500 posti di lavoro e operatività a partire dal 2027 – voluto dall’imprenditore italo-svizzero Nicola Cortese e celebrato da Giorgia Meloni come esempio di efficienza e rilancio del Mezzogiorno – bloccato dal mancato versamento di poco più di 150 mila euro, l’importo della seconda rata degli oneri di urbanizzazione dovuti al Comune.

Il provvedimento

Come evidenzia «La Voce di Manduria», sito online d’informazione, «alla base del provvedimento ci sarebbero gravi irregolarità amministrative ed economiche contestate alla società proponente, la Ultimate Puglia Srl, tanto che il responsabile del settore Urbanistica «ha firmato l’atto di sospensione dopo aver accertato il mancato pagamento degli oneri di urbanizzazione e l’assenza della garanzia fideiussoria, due requisiti considerati indispensabili per la validità del titolo edilizio e per poter continuare i lavori».

Il blocco arriva dopo la diffida dell’11 novembre 2025, con la quale il Comune invitata la società a mettersi in regola entro dieci giorni e presentare la relativa polizza fideiussoria. Tempo trascorso senza esito. Una mancata risposta che sarebbe arrivata anche per l’ulteriore sollecito del 2 dicembre che ha portato all’accertamento esecutivo per un debito complessivo in 175.757 euro tra oneri dovuti, sanzioni, interessi e spese di riscossione, con l’intimazione a pagare entro cinque giorni e il successivo provvedimento di sospensione dei lavori, applicando l’articolo 27 del Testo unico dell’edilizia.

Un botto di Capodanno con ritardo per le ambizioni di sviluppo della zona jonica e per gli annunci del Governo, finiti nel deserto del mancato rispetto dei pagamenti dovuti alla pubblica amministrazione. Ora il cantiere potrà ripartire dopo la regolarizzazione della posizione della società nei confronti del Comune. Il sindaco Alfredo Longo ci crede e spera, Giorgia Meloni resta in silenzio, la Zes perde colpi, la costa jonica il futuro, e pensare che la Regione in sede di conferenza di servizi aveva manifestato più di una perplessità sul progetto che nessuno ha mai bloccato.

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