Ventimila visualizzazioni, centinaia di condivisioni e commenti sul principale social per l’appello a porre un freno alla piaga dei parcheggiatori abusivi, sono la prova che il fenomeno è sentito da tutta la cittadinanza. Parcheggiatori abusivi, fermi in strade e piazze cittadine ad ogni ora, che chiedono insistentemente, alle volte con minaccia, l’obolo da versare solo per parcheggiare l’auto. Certe volte tocca pagare sia il posteggio della striscia blu, sia l’abusivo, per non trovare al proprio ritorno brutte sorprese: gomme bucate, graffi e danni all’auto.
«Una vera e propria vergogna», la definisce il noto ambientalista ed attivista Fabio Matacchiera, che con un’accorata lettera, fatta propria da tanti tarantini, chiede al questore Michele Davide Sinigaglia di applicare il daspo urbano (Dacur) con maggiore incisività. Si tratta di un provvedimento che vieta l’accesso alle aree urbane per un periodo di 24 mesi e la cui violazione comporta l’arresto. E proprio in questi giorni la polizia locale ha alzato il tiro multando ai parcheggiatori abusivi, in particolare quelli che operano in viale Virgilio.
La lettera
Nel ringraziare la polizia per quello che fa per la comunità con professionalità, riconoscendo le difficoltà a contrastare la delinquenza che dilaga in città, Matacchiera ha chiesto ai vertici della polizia chiedendo di far fronte alla piaga sociale. «Molti si spaventano e cedono, è normale. Meglio dare uno o due euro piuttosto che trovare la propria auto danneggiata. Sono pochi a denunciare e gli strumenti spesso sono armi spuntate. Fermati un giorno, ce li ritroviamo poco dopo al loro posto, impuniti e più cattivi di prima», racconta Matacchiera. E sono tanti i cittadini stanchi e demoralizzati che hanno condiviso il suo appello.
La questione decoro urbano
Intanto Francesco Battista, segretario cittadino della Lega, chiede al sindaco Piero Bitetti di ristabilire il decoro urbano attivando subito i progetti utili alla collettività (Puc), mettendo al lavoro i percettori di assegno di inclusione e supporto alla formazione lavoro. «Taranto è sommersa dal degrado: strade sporche, marciapiedi invasi da erbacce, rifiuti ovunque, parchi dimenticati», dice Battista. «Altrove, come a Bari, ha avuto successo l’attività di pulizia con progetti sociali».