Una corsa contro il tempo e la tecnologia militare al servizio dei cittadini hanno salvato la vita a un giovane, vittima dell’insidia più pericolosa dell’inverno: il monossido di carbonio.
L’emergenza è scattata all’ospedale “Dimiccoli” di Barletta, dove il ragazzo era giunto in condizioni gravi a causa di un avvelenamento acuto. Dopo la stabilizzazione e i primi accertamenti, i medici hanno richiesto l’attivazione immediata del team del Servizio di Medicina Iperbarica del Centro Ospedaliero Militare (C.O.M.) di Taranto. Il paziente è stato trasferito d’urgenza in ambulanza nel capoluogo ionico, dove ad attenderlo c’era l’équipe sanitaria e subacquea della Marina Militare. Sottoposto a un ciclo di trattamento nella camera iperbarica durante la notte, il giovane ha risposto positivamente alle cure e le sue condizioni sono migliorate.
L’episodio riaccende i riflettori sui rischi domestici legati al freddo. La Marina Militare ricorda come, nel periodo invernale, le intossicazioni causate dal malfunzionamento di apparecchi a combustione o dall’uso improprio di bracieri in ambienti chiusi siano ancora troppo frequenti. La struttura di Taranto, attiva da oltre dieci anni a supporto della popolazione civile, garantisce insieme all’ospedale di Gallipoli una reperibilità h24, confermandosi un presidio salvavita fondamentale per tutto il territorio regionale.