La mobilitazione prevista per domani riguarderà i lavoratori di Covisian, Network Contact e System House, per un totale di circa 800 addetti: 2.500 il totale degli addetti coinvolti negli altri centri pugliesi. Nel mirino le intenzioni di Enel che, per il secondo anno di gara, prevederebbe «l’uso dell’intelligenza artificiale e la possibilità di licenziare qualora gli operatori non accettassero la delocalizzazione in qualche altra città italiana».
La dichiarazione
«È un cappio al collo che suona come un bere o affogare», affermano le organizzazioni sindacali che hanno chiamato alla mobilitazione gli addetti del call center pugliesi. A preoccupare non è solo la tutela dei posti di lavoro ma anche i rischi su dati sensibili, sicurezza e occupazione. «La perdita anche solo di un lavoratore su questo territorio innescherebbe ulteriore catastrofe sociale», sottolineano i sindacati che hanno invitato sindaco, consiglieri comunali, parlamentari e consiglieri regionali a partecipare alle assemblee.
La richiesta
Arriva dal parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra, Angelo Bonelli, la richiesta di un intervento governativo sulla questione. «È inaccettabile. Enel è un’azienda pubblica e deve evitare scelte lesive della clausola sociale a danno di 2.500 lavoratori pugliesi, operanti tra Bari, Lecce e Taranto. Come Alleanza Verdi e Sinistra sosteniamo le legittime proteste dei sindacati che oggi terranno una conferenza stampa a Bari e sabato un presidio sotto la sede regionale di Enel». Conclude il deputato Bonelli: «Condividiamo il timore dei sindacati sul rischio di un effetto domino delle decisioni di Enel, che potrebbero essere assunte da tutte le società pubbliche e private. Chiediamo alla ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, di intervenire».










