Da un lato le indagini sulla morte di Loris Costantino, l’operaio di 36 anni, sposato e con due figli, precipitato dall’altezza di dieci metri per il crollo di una passerella metallica nell’ex Ilva, dall’altro il futuro dello stabilimento, ora nelle mani del governo. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso riferirà tra una settimana al Senato del dossier siderurgico, mentre una settimana dopo sarà la premier Giorgia Meloni a intervenire in aula sul caso. Ieri la procura di Taranto ha notificato dieci avvisi di garanzia per omicidio colposo.
Atto dovuto per procedere con l’autopsia sul corpo del lavoratore, affidata al medico legale Davide Ferorelli dell’Università di Bari. Nell’inchiesta sono indagati quattro rappresentanti dell’azienda di pulizie industriali Gea Power e sei di Acciaierie d’Italia, tra questi il direttore generale Maurizio Saitta ed i vertici di aree e reparti.
La passerella killer
Una botola di ferro in mezzo a montagnole di minerale di ferro. Si presenta così, nella foto-denuncia dell’attivista Luciano Manna, il luogo, messo sotto sequestro dalla procura, dove è morto Costantino. «Avevamo segnalato alla procura già anni fa questi cumuli e questi nastri che perdono materiale nel reparto agglomerato della fabbrica, dove il materiale finissimo perso su nastri e rulli viene spalato e recuperato dagli operai delle ditte dell’indotto con pale, scopettoni e carriole per essere reintrodotto nel circolo produttivo», racconta Manna. Oggi la sua associazione, Veraleaks, terrà una manifestazione silenziosa dal Comune alla prefettura, per poi presentare una nuova denuncia con foto e video dei reparti della fabbrica e degli eventi emissivi di febbraio nell’area altoforni.
Le indagini
Secondo quanto emerso finora, la linea E dell’agglomerato era dismessa da 9 anni. È il secondo incidente mortale in meno di due mesi per il cedimento di un piano di calpestio (il 12 gennaio perse la vita il 47enne Claudio Salamida). Costantino, secondo una prima ricostruzione, era con un collega e doveva ripulire l’area in previsione di lavori di manutenzione. Costantino, che camminava per primo, ha messo un piede su una griglia ricoperta da un consistente cumulo di polvere fossile ed è precipitato nel vuoto per il cedimento della struttura.
L’inchiesta della magistratura è chiamata a chiarire le responsabilità nell’incidente e soprattutto se i due lavoratori dovevano trovarsi in quel posto e chi, tra l’azienda di pulizie o la stessa Acciaierie d’Italia, doveva vigilare sulla sicurezza delle strutture interessate dai lavori.