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Ex Ilva, l’ex ministro Orlando sul siderurgico: «Taranto ha avuto tutte le attenzioni»

Ex Ilva, l’ex ministro Orlando sul siderurgico: «Taranto ha avuto tutte le attenzioni»

Sono destinate a creare polemiche le parole dell’ex ministro Andrea Orlando, non fosse altro perché in molti vedono l’inizio di una guerra fratricida tra stabilimenti siderurgici. La premessa del rappresentante del Pd, intrvenuto a un convegno a Genova, è più generale e riguarda la crisi sistemica dell’acciaio e delle politiche industriali, all’interno della quale «bisogna trovare in qualche modo, dentro la struttura che dovrà seguire questo processo, un occhio specifico che guardi alla dimensione di Genova, che ha pagato anche il fatto che nel corso del tempo l’attenzione giocoforza si è concentrata sulla dimensione di Taranto. Quindi anche quei pochi soldi che ci sono stati, quella poca capacità di innovazione, si è oggettivamente spostata in quella direzione», ha evidenziato Orlando.

Gli interventi

Se per l’ex ministro del Lavoro e responsabile Politiche industriali del Partito democratico, Andrea Orlando, «la gara sull’Ex Ilva è una gara dei disperati perché si sono presentate persone che avrebbero detto che ci avrebbero messo un euro», e se per il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi: «Per attrarre investimenti privati servono condizioni abilitanti chiare: certezza giuridica, condivisione del progetto industriale con il territorio e un quadro normativo europeo coerente con la transizione», il segretario nazionale e responsabile del settore siderurgico della Uilm Guglielmo Gambardella: «Occorre tenere presente che le scelte di carattere economico e quelle industriali che verranno fatte in futuro avranno serie conseguenze per le persone ed i lavoratori. Anche le mancate decisioni, come quelle sull’ex Ilva, le stanno pagando i lavoratori».

Il contesto

Ricorda Gambardella come «oggi in Acciaierie d’Italia, Ilva AS e nell’indotto sono in tutto circa 10mila i lavoratori in cassa integrazione da anni, e senza una prospettiva certa». Una situazione che si è aggravata dopo l’adozione di politiche ecosostenibili . «Con il Green Deal si sono persi migliaia di posti di lavoro e altre migliaia se ne perderanno se non si porrà rimedio», afferma il sindacalista che aggiunge: «Per quanto ci riguarda ribadiamo che non accetteremo, come non lo abbiamo mai fatto, che si assumano decisioni in Europa ed in Italia senza un piano sociale che metta in protezione i lavoratori con strumenti che li accompagnino con la formazione per la riqualificazione e la ricollocazione». Per il sindacalista: «Il banco di prova per il nostro Paese sarà la vertenza ex Ilva per la quale attendiamo di capire quale futuro e quale prospettiva voglia dargli il Governo».